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Trento
16 settembre | 17:55

Aumenti d’oro per i consiglieri regionali. Dopo la brutta figura a 'Fuori dal Coro", scatta la protesta dei sindacati: "Vanno bloccati subito, basta privilegi’”

Per Cgil, Cisl e Uil: "L’attuale meccanismo è fuori scala, perché ha garantito aumenti inimmaginabili e irraggiungibili per qualsiasi lavoratrice o lavoratore dipendente. L’aggancio al contratto dei dipendenti regionali va quindi rivisto con razionalità e senso della misura. In caso contrario si continuerà a tenere in piedi un sistema che garantisce solo dei privilegi”. Si attende, intanto, nei prossimi giorni in seconda commissione regionale l'arrivo del nuovo disegno di legge sul sistema di calcolo delle indennità

TRENTO. “Gli aumenti d’oro delle indennità dei politici regionali vanno bloccate subito”. A chiederlo ancora una volta sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil con una nota unitaria dopo la brutta figura fatta dai consiglieri regionali nella trasmissione “Fuori dal Coro” (Qui l'articolo) che in un servizio è tornata ad attare il Trentino su questo tema che ormai si trascina da diverso tempo. 

Gli aumenti, purtroppo non sono mancati negli scorsi mesi. Dopo i quasi 20mila euro di marzo (19.116, per la precisione), nelle tasche dei consiglieri provinciali di Trento e Bolzano, erano entrano altri 13.400 euro. Nella busta paga del mese di luglio tutti i consiglieri - nessuno escluso - hanno, infatti, percepito tale somma. Decisamente un bel "regalo" per i 70 esponenti politici di Trento e Bolzano: l'aumento dell'indennità è legato ai rinnovi contrattuali dei dipendenti della Regione per il triennio 2022 - 2024, per effetto di una legge che si sono "autoconfezionati".

 

Tale rinnovo ha previsto un "booster" del 5,5% per il 2022 (6.894,36 euro lordi), del 9,75% per il 2023 (12.221,76 euro lordi) e del 10,7%  per il 2024 (ecco i 13.400 euro lordi). Se a marzo, però, l'incremento aveva riguardato solamente chi effettivamente era in carica nel 2022 e nel 2023, stavolta non è stato così e tutti i consiglieri - nessuno escluso - hanno incassato la cifra.

Non va altresì dimenticato che, a partire dal primo gennaio 2024, è aumentata anche l'indennità mensile, passata ora a 11.563,64 euro, con un incremento del 10,7%. Un sacco di soldi. 

 

La richista, quindi, da parte dei sindacati è chiara: “Gli aumenti vanno bloccati subito”. “Dopo – spiegano - si può aprire un confronto in consiglio regionale sul modo più equo e opportuno per garantire degli aumenti agganciati all’inflazione. E’ evidente però che l’attuale meccanismo è fuori scala, perché ha garantito aumenti inimmaginabili e irraggiungibili per qualsiasi lavoratrice o lavoratore dipendente. L’aggancio al contratto dei dipendenti regionali va quindi rivisto con razionalità e senso della misura. In caso contrario si continuerà a tenere in piedi un sistema che garantisce solo dei privilegi”. 

 

In vista dell’apertura, giovedì in seconda commissione regionale, del nuovo disegno di legge sul sistema di calcolo delle indennità,  Cgil Cisl Uil ribadiscono la loro posizione e mettono le mani avanti. “Nessun giudizio sul disegno di legge o sulle proposte di modifiche, se arriveranno, dalla giunta regionale. E’ una scelta che spetta alle consigliere e ai consiglieri. Ci auguriamo però che si faccia strada un necessario senso di equità, nella consapevolezza che fare politica ed essere parte delle istituzioni non è un privilegio ma un servizio che viene svolto per la comunità. Un servizio che chiede impegno e dedizione e che va giustamente e adeguatamente retribuito, senza però insistere su eccessi difficilmente giustificabili agli occhi delle cittadine e dei cittadini”, concludono le tre sigle sindacali.

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