Aumento indennità dei sindaci, il primo cittadino ai sindacati: "Facciano autocritica su dove stanno andando invece di sparare su chi ha preso un impegno"
Con il nuovo anno sono scattati gli aumenti delle indennità dei sindaci, "Schiaffo a lavoratori, pensionati e famiglie con figli" per i sindacati. La replica del primo cittadino: "Retaggio di vecchie ideologie politiche. Nulla ha vietato di ricorrere, nella sede giurisdizionale competente per impugnare il dispositivo". E invita le parti sociali all'autocritica"

TRENTO. Un retaggio di vecchie ideologie politiche e c'è la possibilità di impugnare il dispositivo che consente che dispone gli aumenti delle indennità dei sindaci. E' il primo cittadino di Ronzo Chienis a replicare ai sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Dal 1 gennaio i sindaci trentini percepiscono indennità più elevate. L'aumento? Da 3.000 a 8.800 lordi. Un incremento in più 20%. Inaccettabile secondo i sindacati, che ricordano come - nel 2023 - i compensi dei primi cittadini erano cresciuti del 47%, a fronte di un aumento medio dei salari per chi lavora del 14% (negli ultimi dieci) e per i figli "non c'è un euro in più".
"La democrazia ha dei costi che la collettività deve sostenere se vogliamo che alla politica e all’amministrazione pubblica possano partecipare tutti e non solo chi può permetterselo", le parole di Walter Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Lagher (Uil). "Lungi da noi quindi ogni logica populista che svilisce il ruolo degli amministratori locali e non riconosce anche economicamente il ruolo e l’impegno a favore della comunità. Ma quando leggiamo che da quest’anno i sindaci trentini riceveranno indennità più alte tra i 3.000 e gli 8.800 euro lordi annui non possiamo che restare basiti. Si tratta di incrementi fino al 20% delle indennità che nel 2023 erano già salite anche del 47%. Questi aumenti voluti dalla giunta regionale di centrodestra si aggiungeranno infatti a quelli adottati solo tre anni fa, quando le paghe della stragrande maggioranza dei primi cittadini salirono in una volta sola tra i 6.000 e i 21.000 euro lordi annui".
Un aumento bocciato, "Schiaffo a lavoratori, pensionati e famiglie con figli", il giudizio dei sindacati (Qui articolo). Una considerazione che viene rispedita al mittente dal sindaco di Ronzo Chienis.
"Credo che il tutto nasca solamente da un retaggio di vecchie ideologie politiche che ormai dovrebbero essere messe nel cassetto", commenta Gianni Carotta. "Nulla ha vietato di ricorrere, nella sede giurisdizionale competente per impugnare il dispositivo che ha consentito gli aumenti ai primi cittadini ne vieta a chiunque di ricorrere agli altri metodi democratici per abrogare questa norma: se questo 'schiaffo ai lavoratori' è scandaloso ci si impegni in una lotta giusta e non basata solamente su proclami ideologici che nella quotidianità non hanno più certamente il valore di una volta se non quella di riempire i giornali. Ricordo solamente la frase 'pagliuzza nell’occhio e trave' citate nella Parabola di Gesù Matteo 7:3-5 e Luca 6:41-42: una autocritica su cosa sia e dove stia andando il sindacato e della sua capacità rappresentativa/contrattuale in ordine ai propri impegni nei confronti delle maestranze sia doveroso farla prima di sparare a zero su chi ha assunto un impegno, come il sottoscritto, di dedicare il proprio tempo a favore di tutta la comunità senza distinzione partitica o ideologica".












