Fronte sindacale spaccato sul pubblico impiego, Cisl e Uil alla Cgil: "Non accettiamo l'egemonia della verità di una parte, va rispettata anche la nostra opinione"
I segretari generali di Cisl e Uil, Michele Bezzi e Walter Alotti, replicano a Grosselli: "La costante divisione con le categorie di Cgil da un anno su Autonomie locali, sanità e ricerca, dovrà essere affrontata. Stiamo attenti a incendiare le relazioni sindacali e non portare conflitti puramente politici nei posti di lavoro"

TRENTO. I segretari generali di Cisl e Uil, rispettivamente Michele Bezzi e Walter Alotti, prendono atto dalle dichiarazioni del segretario generale della Cgil, Andrea Grosselli, che si è rotta l’unità sindacale, ma confermano "la soddisfazione per il protocollo sottoscritto con la Giunta provinciale per lo stanziamento di risorse importanti e mai viste per il rinnovo del contratto del pubblico".
I sindacati Cisl e Uil ribadiscono la bontà dell'accordo. "Ci sono risorse pari al 10,2% sul 2022/2024, e quindi con un’aggiunta, rispetto al protocollo di luglio 2023, di oltre 4 punti percentuali complessivamente, senza contare la previdenza complementare, rispetto alla cattiva informazione fatta da chi non ha firmato. Un accordo che mette risorse per un ulteriore 7% per il rinnovo 2025/2027 a regime: un unicum in Italia che con l’addendum allegato riscrive nel pubblico il sistema del finanziamento dei contratti in Trentino. Un impegno totale da 540 milioni con la possibilità di aggiungere altro negli anni con la clausola".
Ma c'è da ricucire dopo lo strappo. "E' successo qualcosa di grave che non può essere derubricato a semplice incidente". Queste le parole a il Dolomiti di Grosselli. "Alla mia organizzazione ora dico: sentitevi liberi di dare un segnale forte anche con il cambio del segretario generale" (Qui articolo).
Una rottura grave che di certo non poteva lasciare in silenzio il segretario della Cgil da sempre impegnato per questa unità. Da qui la decisione di dare un segnale forte che permetterà al sindacato di via Muredei di capire come reindirizzare (se serve) le proprie scelte e i propri rapporti con le altre parti sociali.
"Legittima la scelta di Cgil di non sottoscrivere l'accordo - aggiungono Bezzi e Alotti - ma spiace osservare che il protocollo è stato voluto e sottoscritto da tutte le nostre federazioni dei vari comparti. Per parte confederale abbiamo partecipato alle trattative con consapevolezza e responsabilità, senza alcun preconcetto politico e siamo convinti che quanto raggiunto porti certezze alle lavoratrici e ai lavoratori con un aumento consistente e molto maggiore rispetto a quanto prospettato a livello nazionale".
La sottoscrizione del protocollo "porta delle certezze nel rinnovo contrattuale in un momento in cui vi sono molte preoccupazioni rispetto la possibilità di spesa a livello nazionale. Il continuo richiamo e la divisione con le categorie di Cgil da un anno su Autonomie locali, sanità e ricerca, siamo convinti che dovrà essere affrontato nei nostri organismi, ma senza ansie. L’unità sindacale si realizza solamente se c'è la volontà di dialogo tra tutte le identità del sindacalismo trentino. Non accettiamo l’egemonia di verità di una parte sulle altre. Non rimarremo ostaggio di un modello che non ci appartiene".
La Cisl e la Uil chiedono rispetto per le posizioni assunte ai tavoli negoziali. "Rispettiamo la scelta della Cgil di non sottoscrivere il protocollo e di giudicare questa manovra di assestamento totalmente insufficiente, ma siamo convinti che vada rispettata anche la nostra opinione", evidenziano Bezzi e Alotti. "Questa manovra di assestamento porta anche, oltre le risorse per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, quelle necessarie all'adeguamento di quello delle cooperative sociali e un aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati rispetto all’addizionale regionale Irpef. Tutte richieste che negli anni abbiamo avanzato unitariamente a questa Giunta. Il fatto che siano stanziate le risorse necessarie in assestamento non può che vederci soddisfatti".
Le trattative con la Provincia restano comunque aperte per risolvere le varie questioni. "Rimangono sempre valide le nostre richieste, condivise anche con la Cgil, di maggior selettività dei contributi alle aziende, di adeguamento dell’indicatore Icef all’inflazione, di maggior attenzione al tema dell’abitare e dell’immigrazione. Attendiamo di conoscere le decisioni della Cgil in merito al futuro dell’unitarietà in Trentino e successivamente ci riserveremo il tempo di approfondire. Stiamo attenti a incendiare le relazioni sindacali e non portare conflitti puramente politici nei posti di lavoro. Ognuno come sempre si prenderà le sue responsabilità. In questo momento riteniamo importante trasferire corrette informazioni ai lavoratori e cittadini che non devono pagare per conflitti interni", concludono Bezzi e Alotti.














