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Trento
12 febbraio | 17:52

Procedura d'urgenza per il terzo mandato, insorgono i sindacati. Cgil,Cisl e Uil: "Inaccettabile, dalla casa al lavoro le emergenze su cui discutere sono altre"

I tre segretari Grosselli, Bezzi e Largher: "Le emergenze di cui deve occuparsi il consiglio provinciale sono altre e molto più impattanti sulla vita dei cittadini: dalla casa all'industria, dalla sanità al lavoro povero, dal caro bollette fino al contrasto dei cambiamenti climatici"

Procedura d'urgenza per il terzo mandato, insorgono i sindacati
di Redazione

TRENTO. Dopo la richiesta della "procedura d'urgenza" in Consiglio provinciale da parte del capogruppo provinciale della Lega Mirko Bisesti per il disegno di legge relativo alla modifica dell'articolo 14 della lege elettorale del 2023, per introdurre il terzo mandato per il presidente della Provincia (QUI ARTICOLO), arriva la presa di posizione netta dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che chiedono che la proposta venga respinta.

 

“Diamo per scontato che sia legittimo affrontare la questione degli assetti istituzionali della nostra Autonomia, dalla forma di governo fino ai modelli elettorali, magari assumendo decisioni con larghe maggioranze e mettendo al centro il contrasto ad un astensionismo crescente anche in Trentino" dichiarano i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, specificando: "Ciò che è del tutto inaccettabile, e che dal nostro punto di vista intacca la credibilità dell’istituzione, è chiedere una procedura d’urgenza sulla riforma parziale della legge elettorale, visto che la legislatura scade tra tre anni".

 

In sintesi, per i sindacati non si tratta di una questione di merito ma di metodo e ad essere ritenuto "insostenibile" è il fatto di "dare una corsia preferenziale alla legge elettorale", a fronte di altri problemi di cui il consiglio dovrebbe occuparsi: dalla casa al lavoro.

 

"Le emergenze di cui deve occuparsi il consiglio provinciale – spiegano i segretari – sono altre e molto più impattanti sulla vita dei cittadini: dalla casa all'industria, dalla sanità al lavoro povero, dal caro bollette fino al contrasto dei cambiamenti climatici".

 

Il pensiero di Grosselli, Bezzi e Largher vira poi sulla "vicenda degli aumenti a tre cifre delle indennità dei consiglieri regionali e il ritorno dei vitalizi" con i segretari puntano il dito contro il "riemergere" dell'autoreferenzialità della politica.

 

"Ci auguriamo che il Consiglio provinciale recuperi raziocinio e ridefinisca le priorità di discussione – concludono – alla luce dei bisogni reali delle cittadine e dei cittadini, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati: in caso contrario siamo pronti a far sentire la nostra voce”.

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