"La Provincia non pensi solo all'acquisizione dell'ospedale San Camillo", Cgil, Cisl e Uil: "C'è una grave situazione economica che si ripercuote sul personale"
Per le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil le valutazioni della Provincia sull'acquisizione dell'ospedale San Camillo devono considerare anche la situazione economica: "Una gestione che ha portato al rischio default, da mesi c'è lo stato di agitazione ma piazza Dante si concentra solo sull'edificio"

TRENTO. "Prendiamo atto della volontà della Provincia di acquisire l'ospedale San Camillo", questo il commento di Alberto Bellini (Cgil Fp), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Giuseppe Varagone (Uil Fpl Sanità). "Tuttavia, non possiamo restare in silenzio di fronte a un dibattito che sembra concentrarsi esclusivamente sull'edificio".
L'analisi e le valutazioni per i sindacati devono essere infatti allargate perché l'ospedale si trova in una situazione complessa.
"E' doveroso ricordare che da mesi siamo in stato di agitazione", aggiungono Bellini, Pallanch e Varagone. "La grave situazione economica dell'istituto, che ha portato al rischio default, non è una novità: l'allarme era già stato lanciato con forza lo scorso maggio. Oggi, mentre si discute dell'acquisto dei 'muri', noi ribadiamo con fermezza che ci sono anche le persone".
I sindacati chiedono un vertice per affrontare le questioni e garantire anche serenità operativa.
"Non si tratta solo di una transazione immobiliare o di affittare spazi per i reparti ospedalieri. Si tratta del futuro dei lavoratori e delle lavoratrici che operano nella struttura e che vivono da troppo tempo nell'incertezza. Per questo chiediamo formalmente e con urgenza che l'assessore Tonina ci incontri. E' necessario aprire subito un tavolo di confronto per capire come l'eventuale passaggio di proprietà tutelerà chi, dentro quelle mura, lavora ogni giorno", concludono Bellini, Pallanch e Varagone.












