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Trento
20 maggio | 20:32

Terzo mandato, "Abbiamo proposto il proporzionale ma inascoltati, anche dal centrosinistra", il Patt a Rossi: "Ora è il momento di difendere l'Autonomia"

L'intervento di Simone Marchiori, segretario politico del Patt, in replica alle parole dell'ex presidente Ugo Rossi: "Ancora più grave che ci siano forze politiche che si definiscono autonomiste e che hanno auspicato l'intervento dello Stato. Questo non è autonomismo ma subalternità"

TRENTO. "Fin da subito abbiamo posto con forza e coerenza il tema del ritorno a un sistema proporzionale". Il Patt interviene sul terzo mandato e sulle critiche mosse alla Stelle Alpine dall'ex presidente Ugo Rossi. "L'abbiamo fatto non per opportunismo politico ma per convinzione: riteniamo da sempre che favorisca rappresentanza, equilibrio istituzionale e che valorizzi l'identità territoriale rispetto alle spinte centralisti e polarizzanti".

 

Il governo ha impugnato la legge trentina sul terzo mandato. Tra le reazioni era arrivata anche quella dell'ex governatore del Trentino, una Provincia allora guidata dal centrosinistra e da un esponente del Patt. "La questione è tecnica ma si doveva fare come l'Alto Adige" (Qui articolo).

 

Un ritorno cioè al sistema proporzionale e l'abbandono dell'elezione diretta del presidente della Provincia. "Spiace che il Patt in primis ma anche le altre forze che si considerano 'civiche e territorialinon abbiano subito considerato e lavorato per questa possibilità perché avrebbero potuto condizionare in questo senso la maggioranza che poi ha votato per il terzo mandato", le parole a il Dolomiti di Rossi. "Insomma avrebbero potuto dire: nessuna preclusione a immaginare un terzo mandato dell'attuale presidente ma dentro un contesto completamente diverso, utile al futuro dell'autonomia. Se l'avessero fatto avremmo avuto una nuova legge elettorale esercitando in pieno la nostra competenza in materia e non ci sarebbe stata nessuna impugnativa".

 

Chiamate in causa, ecco che arriva la replica delle Stelle Alpine. "In particolare ci ha colpito la presa di posizione dell’ex presidente Ugo Rossi che partendo dall'impugnativa è passato anche alla forma di governo e alla legge elettorale della nostra Provincia autonoma. E' doveroso a tal proposito chiarire alcuni aspetti che nel suo intervento vengono trattati in modo parziale e, per certi versi, distorto".

 

Il Patt sostiene di far portato il tema sul tavolo. "Questa nostra proposta, tuttavia, è rimasta inascoltata", specificano le Stelle Alpine con il segretario politico (e assessore provinciale) Simone Marchiori. "Nessuna delle forze politichesoprattutto quelle del centrosinistra che oggi si ergono a paladine della legalità costituzionaleha mai colto l'invito a discutere il ritorno al modello di governance ispirato all’esperienza altoatesina. Parliamo di quelle stesse forze che, con coerenza o meno, hanno contribuito a creare e difendere fino a oggi l’attuale sistema maggioritario e l’elezione diretta, imponendolo in accordo con Roma, e che a distanza di anni, dopo l’impugnativa del governo, sembrano accorgersi dei suoi limiti, invocando lo spauracchio delle leggi ad personam. A Rossi, inoltre, bisogna ricordare che il sistema elettorale proporzionale, presuppone almeno in linea teorica mandati illimitati per il presidente che non sarebbe più eletto direttamente dai cittadini ma dal Consiglio provinciale".

 

Insomma, gli autonomisti rispediscono al mittente le accuse di non aver considerato la possibilità di passare a un sistema proporzionale. "E' troppo facile oggi riscrivere la storia a fatti compiuti. Il Patt non si è mai sottratto a un confronto serio, e continuerà a farlo. Ma respingiamo con fermezza l’idea che non ci fossimo 'subito attivati': siamo stati semmai tra i pochi a farlo, spesso in solitudine. Detto questo, ora è il momento di agire con determinazione sul piano della difesa delle prerogative dell’Autonomia speciale del Trentino Alto Adige, che risultano lese dall’impugnativa del governo. Si può essere favorevoli o contrari al terzo mandato, e ognuno ha legittimamente la propria posizione, ma ciò che non è accettabile è che sia lo Stato centrale a imporre una propria visione su una competenza demandata alla nostra autonomia statutaria".

 

Ancora più grave, per le Stelle Alpine, "è il fatto che ci siano forze politiche che si definiscono autonomiste e che hanno addirittura auspicato o salutato con favore l’intervento dello Stato. Questo non è autonomismo: è subalternità. Il Patt a battersi, senza ambiguità, per il rispetto della nostra Autonomia, per un sistema elettorale più equilibrato e rappresentativo, e per un futuro in cui siano i trentini, e non Roma, a decidere le regole del proprio autogoverno. E se ci sono le condizioni per un ulteriore cambio del sistema elettorale, tornando magari alla stessa legge sia a Trento che a Bolzano, si esca dal terreno della polemica e della contrapposizione e si scenda su quello politico".

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