Autonomie locali, i sindacati in stato di agitazione: “La Giunta deve mantenere le promesse, servono risorse certe e strutturali”
Durante l’assemblea di Cgil, Cisl e Uil molti lavoratori del comparto hanno sottolineato i carichi di lavoro insopportabili, la frustrazione per il non riconoscimento del lavoro e l’aggressività nei confronti degli operatori

TRENTO. “Sulle Apsp servono più risorse”, lo dicono Luigi Diaspro, Giuseppe Pallanch e Andrea Bassetti sindacalisti di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl. Dopo la grande manifestazione dello scorso maggio la Provincia aveva stanziato altri 10 milioni di euro, portando a 36 milioni il totale da investire nel pubblico impiego. Per i sindacati però queste risorse sono “del tutto insufficienti per fornire risposte alla perdita del potere d’acquisto dei salari e agli impegni politici”.
La misura dei 36 milioni, fanno notare Cgil, Cisl e Uil, rimane una tantum per un importo lordo quantificabile attorno ai 540 euro medi lordi per il solo 2023 mentre, nonostante le riassicurazioni della Giunta, “non abbiamo alcun riscontro sul rinnovo dei contratti di tutto il sistema pubblico provinciale che, per quanto ci riguarda, non può essere inferiore al dato Ipca del triennio 22/24 pari al 9%, ovvero circa 160 milioni”.
Durante l’assemblea di oggi molti lavoratori del comparto hanno sottolineato i carichi di lavoro insopportabili, la frustrazione per il non riconoscimento del lavoro e l’aggressività nei confronti degli operatori. In vista dell’incontro del 17 maggio convocato dall’assessore Achille Spinelli il messaggio vuole essere forte e chiaro: “Non siamo intenzionati a trattare, stando agli aumenti garantiti a chi si riempie la bocca di promesse, ma in grado di pensare solo alle proprie tasche dimenticando chi eroga servizi di prima qualità”.
Dal canto loro Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e mobilitazione per puntare al rinnovo dei contratti e scongiurare quanto già avvenuto per il triennio 2919-21 con gli stanziamenti dell’ultimo minuto. “La Giunta provinciale ha pertanto garanzia d’assillo per ribadire che i contratti di lavoro non si svendono, si rinnovano nel rispetto delle previsioni di scadenza. Nessuna una tantum, nessun riassorbimento, nessun passo indietro”, concludono i sindacati.












