"Le Apsp sono state abbandonate dalla politica", i sindacati alla Provincia: "La pazienza è finita: senza risposte sarà mobilitazione del settore"
Le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil: "Continuare a pensare che la valorizzazione del personale delle Apsp passi solo attraverso misure economiche dell’accordo di settore, comunque residue, considerando le reali esigenze del personale, appare svilente. Serve iniziare a guardare oltre e imparare da chi a oggi vive già nel futuro aperto al cambiamento"

TRENTO. "Continuare a pensare che la valorizzazione del personale delle Apsp passi solo attraverso misure economiche dell’accordo di settore, comunque residue, considerando le reali esigenze del personale, appare svilente". Queste le parole di Alberto Bellini (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Andrea Bassetti (Uil Fpl). "La pazienza è arrivata al limite". I sindacati chiedono risposte alla politica, altrimenti sarà mobilitazione del settore.
"In Trentino abbiamo 41 Apsp che erogano servizi di Rsa, ma ogni singola struttura è un 'regno' a parte, con organizzazioni molto differenti una dall’altra, nel bene e nel male", dicono Bellini, Pallanch e Bassetti. "Serve iniziare a guardare oltre e imparare da chi a oggi vive già nel futuro aperto al cambiamento. Molte le strutture, per esempio, che utilizzano strumenti d’intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza".
Le continue richieste di rientro in servizio di oggi, "non sono altro che il collasso di sistema del domani", proseguono Bellini, Pallanch e Bassetti. "Le risposte devono essere garantite da risorse economiche significative, verso un settore 'abbandonato' dalla politica, per molti anni. Siamo arrivati a un punto di non ritorno, con un assessorato che prende tempo a ogni incontro. Il personale necessita di misure contrattuali che garantiscano realmente il recupero psico/fisico e la conciliazione vita/lavoro e non di misure palliative, che possono funzionare oggi ma naufragherebbero domani".
Un settore che chiede attenzione. "Non si può continuare a chiedere al personale di avere la stessa prestazione a 20 o 60 anni di età; la gestione dell’invecchiamento sul posto di lavoro, deve avere l’obiettivo della valorizzazione di tutte le lavoratrici e lavoratori. Le proposte consegnate al tavolo di Upipa, partono per esempio dal riconoscimento della gravosità del turno notturno, compensabile da un numero maggiore di riposi, per continuare verso la gratuità del servizio mensa su tutti i turni e soprattutto fruibile, ma i segnali di risposta non ci lasceranno altra valutazione, se non quella della mobilitazione di tutto il personale".
Le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil ricordano al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, "l’urgenza di emendare risorse dedicate alle Apsp, nell’attuale percorso di approvazione dell’assestamento 2025, contestualmente all’assessore Mario Tonina, per l’ennesima e ultima volta, che la chiara assenza di risposta politica alle parti sociali, che rappresentano le professioni di cura in Rsa, comporterà decisioni e prese di posizioni forti per contrastare l’ulteriore perdita del loro prestigio sociale", concludono Bellini, Pallanch e Bassetti.












