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| 03 mag 2023 | 16:40

''Ai lavoratori un aumento dell'1,5% contro il 14% che la politica si è assegnato'', quasi un migliaio all'assemblea dei sindacati per chiedere il rinnovo dei contratti pubblici

Dall’assemblea è stato indetto lo stato di agitazione di tutto il personale delle Autonomie Locali. Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Fp Cgil) e Andrea Bassetti (Uil Fpl): "Quanto proposto da Spinelli garantirebbe un aumento dell’1,5%, riassorbibili. Sono risorse insufficienti: questo non è valorizzare e rendere attrattivo il nostro sistema pubblico"

Ai lavoratori un aumento dell'1,5% contro il 14% che la politica si è assegnato''
di Redazione

TRENTO. Quasi un migliaio le presenze all’assemblea unitaria indetta da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per chiedere alla Provincia risorse per il rinnovo dei contratti pubblici trentini per il triennio 2022/2024: "Quanto proposto dall'assessore Achille Spinelli garantirebbe un aumento di appena 20 euro al mese, cioè appena l’1,5%, peraltro riassorbibili: sono insufficienti, questo non è valorizzare o rendere attrattivo il nostro sistema".

 

Sala piena e tanta partecipazione all'appuntamento organizzato dai sindacati, tanto che i lavoro si sono portati all'esterno della sede della Regione. Numerose le questioni al centro del dibattito. A cominciare dal contratto di settore scaduto alla fine del 2021. "A oggi - dicono Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Andrea Bassetti (Uil Fpl) - la Giunta provinciale ha messo sul tavolo una proposta una tantum di circa 20 euro netti al mese riassorbibili. Si tratta di una somma del tutto insufficiente per rispondere all’aumento del costo della vita. Le retribuzioni sono state falcidiate da un’inflazione che viaggia a doppia cifra. Vanno stanziate risorse vere per rafforzare il potere d’acquisto dei salari in linea con l’inflazione del triennio 22/24 che, se pure guardassimo al solo indice Ipca, è del 9%. Ricordiamo che solo qualche giorno fa i consiglieri provinciali di maggioranza si sono aumentati del 14% le proprie indennità: è una vergogna".

Accanto al tema contrattuale lavoratori e sindacati hanno chiesto anche un cambio di passo alla Giunta per ridare centralità al servizio pubblico: "Vera garanzia dei diritti universali, salute, scuola, assistenza, sicurezza, welfare sul territorio”.

E’ stato poi toccato il tema della carenza di personale, che affligge il pubblico impiego in trentino, sanità, Apsp e soprattutto i piccoli Comuni maggiormente decentrati. “E’ un problema difficilmente risolvibile - evidenziano Diaspro, Pallanch e Bassetti - se non si agisce sia sul piano delle retribuzioni, con i rinnovi contrattuali nei tempi giusti e nella misura adeguata, sia sul fronte organizzativo implementando lo smart working, oggi troppo limitato da vincoli e rigidità”.

E' stato così rilanciato il tema della valorizzazione professionale attraverso il finanziamento dell’ordinamento professionale previsto dall’accordo del 16 dicembre 2021, ma nulla sarebbe stato applicato. 

"Dai lavoratori - proseguono le parti sociali - abbiamo ricevuto mandato per continuare a presidiare la questione contrattuale sia in vista dell’approvazione della prossima variazione di bilancio sia dell’assestamento di luglio. Non possiamo permettere che il tema slitti nell’ultima parte della legislatura, a ottobre, come è stato per il triennio 19/21 che ci ha costretti a una dura mobilitazione per ottenere le risorse". 

I tre segretari generali delle funzioni pubbliche hanno ricordato in chiusura che il tema del rinnovo contrattuale dei contratti pubblici e privati sarà anche al centro della manifestazione nazionale convocata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil per il prossimo 13 maggio a Milano.

 

Dall’assemblea è stato quindi indetto lo stato di agitazione di tutto il personale delle Autonomie Locali, con aggiornamento al 17 maggio, data dell’ulteriore incontro con l’assessore Spinelli sulla questione risorse contrattuali da inserire nella manovra di assestamento.

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