Università costo o investimento? Gerosa: "L'ateneo è una risorsa irrinunciabile, difendere i suoi interessi significa difendere il Trentino"
A fronte di un bilancio in rosso per il secondo anno consecutivo, il rettore ha lanciato un appello alle forze politiche trentine. L'intervento di Francesca Gerosa (Fratelli d'Italia): "La nostra università, nostro fiore all’occhiello e di esempio per tanti altri atenei, è patrimonio del Trentino a va difesa"

TRENTO. "Difendere gli interessi della nostra università significa difendere il Trentino". A dirlo è Francesca Gerosa, esponente di Fratelli d'Italia e indicata come vice presidente della Provincia in caso di riconferma del centrodestra alle prossime elezioni. "I nodi da sciogliere non hanno solo origine recente e non sono soltanto trentini, molti problemi originano in là nel tempo e risiedono nelle stesse modalità con le quali l’Università di Trento si è sviluppata e ha sviluppato i propri rapporti con la Provincia e lo Stato, ma anche e soprattutto per questo abbiamo il dovere tutti di sedere intorno a un tavolo, senza pregiudizi e preclusioni, per offrire soluzioni concrete".
Il bilancio dell'università, per il secondo anno consecutivo nella storia dell'ateneo trentino, si è chiuso in rosso. "Ho colto nelle recenti dichiarazioni del rettore un doveroso richiamo a riflettere collettivamente sul futuro dell’università trentina, un futuro che sta a cuore a Fratelli d’Italia e a tutta la nostra coalizione", commenta Gerosa. "Lo ringrazio per queste sollecitazioni, perché difendere gli interessi di UniTn significa difendere il Trentino. Le sue richieste sono costruttive, e tutti noi dobbiamo vederci, trasversalmente, allineati nell’idea che la nostra università è un investimento per il nostro territorio e una risorsa irrinunciabile, una delle leve più importanti per lo sviluppo del Trentino".
L'università è un costo o investimento? A lanciare la provocazione è stato il rettore dell'Ateneo trentino Flavio Deflorian (Qui articolo). A incidere sui conti l'apertura della facoltà di medicina, un progetto che rischia di rimanere al palo se venisse a mancare il finanziamento pubblico. Servono fondi.
"Prima di tutto, però, dobbiamo predisporci all’ascolto del nostro Ateneo e in sinergia e intesa con tutte le componenti della comunità accademica - aggiunge Gerosa - dobbiamo chiederci quale vogliamo sia il futuro del nostro Ateneo e cosa possiamo e dobbiamo fare per risolvere problemi che non possono essere banalizzati: un punto questo che vede la completa disponibilità di Fratelli d’Italia".
Nel 2019 il Dolomiti aveva scritto come l'apertura della facoltà di Medicina rischiava di esporre l'ateneo a potenziali debiti successivi (Qui articolo). Un altro capitolo dolente riguarda gli alloggi per studenti e studentesse. Sono circa 10mila coloro che vengono da fuori provincia, il 65% del totale. Ma gli attuali posti letto – che sono circa 1.100 – coprono solo la metà di chi ne avrebbe diritto e solo il 10% di chi viene da fuori sede. Poi il sistema di ricerca che soffre per mancanza di spazi e di risorse.
"Il quadro è complesso, ma quello che personalmente posso dire, e che posso promettere, guardando in avanti e non indietro, è che intendo assicurare tutta la dovuta attenzione e tutta la necessaria sensibilità per proseguire e anche rilanciare una storia di eccellenza che ha contraddistinto il nostro ateneo e di cui, come trentini, siamo orgogliosi. La nostra università, nostro fiore all’occhiello e di esempio per tanti altri atenei, è sentita come propria dalla stragrande maggioranza dei trentini, è patrimonio del Trentino e di tutti noi, e serve un’agenda condivisa tra forze politiche che non devono scendere su un campo di battaglia, ma collaborare dandosi obiettivi che reggano per i prossimi decenni e che siano frutto delle migliori elaborazioni possibili", conclude Gerosa.


















