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Bolzano
31 marzo | 18:45

Giornata internazionale della visibilità transgender. Unterberger (Svp): “L’Italia introduca il terzo sesso sui documenti, sarebbe un atto di civiltà”

L'appello della senatrice e presidente del Gruppo per le autonomie giunge dopo la richiesta avanzata da una persona non binaria sudtirolese al Tribunale di Bolzano. Un'opzione identitaria già prevista negli Stati Uniti e la Germania

Giornata internazionale della visibilità transgender
di Alissa Claire Collavo

BOLZANO. “Il 31 marzo è la Giornata internazionale della visibilità transgender, un momento di sensibilizzazione sulle persone trans, sulle violenze e le discriminazioni che troppo spesso subiscono. Un fenomeno che l'Italia conosce bene visto che assieme alla Turchia è il primo Paese nel continente europeo per numero di omicidi e crimini d'odio contro le persone trans”, spiega con una nota la presidente del Gruppo per le Autonomie nonché senatrice dell'Svp, Julia Unterberger.

 

“Ma l'Italia è anche tra quei Paesi che ancora non prevede il terzo genere sui documenti, con la possibilità per le persone che non si riconoscono nella categoria binaria maschio-femmina, di indicare X nella casella sul sesso o la dicitura 'altro'”, aggiunge, ricordando l'importanza di promuovere una nuova legge per l'autodeterminazione di genere in superamento dell'obsoleta 164/82.

 

Una necessità motivata da autorevoli studi scientifici secondo i quali “dati anagrafici in linea con l'identità di genere producono enormi benefici psicologici, aumentando il senso di inclusione sociale e allontanando il rischio di disturbi psichiatrici e pensieri suicidi”.

 

Negli Stati Uniti è stata infatti introdotta l'opzione X sui documenti d'identità; un riconoscimento che in Germania è possibile da 5 anni, in seguito a una sentenza della corte federale che ha fatto da apripista a una legge sui diritti delle persone intersessuali.

 

Prendendo come modello questi Paesi, Unterberger chiede l'introduzione del terzo sesso sui documenti d'identità, ricordando come la Corte costituzionale stia valutando “se la mancanza nell'ordinamento italiano del terzo sesso non rappresenti una violazione dei diritti costituzionali”.

 

Una richiesta avanzata dopo che “una persona non binaria sudtirolese ha sollevato la questione al Tribunale di Bolzano il quale ha ritenuto necessario rinviare la questione alla Corte”.

 

“Il terzo sesso sui documenti sarebbe soprattutto un atto di civiltà”, esorta la senatrice.

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