Giornata contro l'omofobia, la Provincia di Trento rimane in silenzio. A Bolzano Kompatscher: "Serve una posizione chiara per valorizzare e tutelare le diversità"
Nella Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia, l'Alleanza Democratica Autonomista ha deciso di depositare una mozione, a prima firma Paolo Zanella, per chiedere alla Pat di riprendere l'impegno, abbandonato ormai da sei anni, nella direzione del contrasto all'omolesbobitransfobia e di promozione dei diritti della comunità Lgbt+

TRENTO. Nessuna bandiera rainbow, nessuna presa di posizione ufficiale da parte della Provincia e purtroppo nessun impegno concreto contro le discriminazioni. Nella Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia, l'Alleanza Democratica Autonomista ha deciso di depositare una mozione, a prima firma Paolo Zanella, per chiedere alla Pat di riprendere l'impegno, abbandonato ormai da sei anni, nella direzione del contrasto all'omolesbobitransfobia e di promozione dei diritti della comunità Lgbt+.
Se da un lato la provincia di Bolzano già nei giorni scorsi ha preso posizione ribadendo l'intenzione di partecipare alle campagne contro l'omo-, bi-, inter- e transfobia e al Pride Month con il governatore Arno Kompatscher che ha affermato che si “tratta di valorizzare la diversità e di prendere una posizione chiara per la Provincia, che tutela le differenze”, dall'altro dalla Provincia di Trento e dal governatore Maurizio Fugatti ancora una volta non è arrivata nessuna parola.
“Non solo l'Italia è 35esima su 49 Stati europei nell'impegno per l'inclusione della comunità Lgbt+ (dati ILGA Europe), ma anche in Trentino il clima che si rispera è di minor tolleranza verso le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans e non binary. Ne sono testimonianza due episodi - che sono solo la punta dell'iceberg - di aggressioni verbali verso due ragazzi gay in val di Non e di violenza fisica accompagnata ad insulti transfobici nei confronti di una poliziotta” hanno spiegato i consiglieri provinciali dell'Alleanza Democratica Autonomista.
E' evidente la posizione differente di chi oggi governa l'Alto Adige e chi governa il Trentino. Da anni il presidente Kompatscher celebra la Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia e il Pride Month, con eventi e con l'esposizione della rainbow flag nelle sedi istituzionali, la bandiera arcobaleno simbolo delle battaglie per l'uguaglianza e dell'orgoglio della comunità Lgbt+, invitando gli attori del territorio a fare lo stesso. Il Trentino invece è stato espulso dalla Rete RE.A.DY. (Rete delle pubbliche amministrazioni italiane per il contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) perché, viene spiegato nel documento che vede come primo firmatario Paolo Zanella “da quando è cambiato il colore politico della Giunta non è più stato fatto nulla”.
Non sono mancate, invece, le iniziative dei comuni del Trentino aderenti alla rete Ready (Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Arco e Mori) che si sono attivati per promuovere, con il supporto delle associazioni territoriali, diverse iniziative di sensibilizzazione per contrastare ed eliminare ogni forma di discriminazione, superare pregiudizi e prevenire tutte le forme di violenza contro la comunità di riferimento.
Fra queste iniziative la consegna a Trento, in via della Predara, delle chiavi della nuova sede delle associazioni Lgbtqia+. Si partirà anche con un percorso che vedrà impegnate nei prossimi mesi le associazioni Arcigay del Trentino, Agedo del Trentino e Zona Franca nel costruire assieme la loro futura casa arcobaleno. Questo nuovo spazio si affiancherà all’imminente apertura del Centro AntiDiscriminazioni in via al Torrione 6, sostenuto dai finanziamenti ministeriali di Unar, dove specialisti ed esperti di vari ambiti (legale, psicologico, relazionale) saranno a disposizione per coloro, vittime di discriminazioni, maltrattamenti e violenze, che necessitano di supporto, consulenza e sostegno.
I consiglieri provinciali dell'Alleanza Democratica Autonomista, chiedono alla Giunta del Trentino di ri-aderire alla Rete RE.A.DY., sottoscrivendone la Carta d’intenti e rispettando gli impegni da essa previsti, tra i quali quello di sviluppare azioni positive sui territori, in sinergia con gli altri enti partner; di mettere in atto, in partnership con gli enti del terzo settore del territorio impegnati in quest’ambito, azioni - in particole culturali - per prevenire e contrastare episodi di discriminazione delle persone Lgbt e infine celebrare la Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia e il Pride Month con eventi istituzionali e culturali dedicati e con l’esposizione della bandiera rainbow nelle sedi istituzionali della Provincia.
Le istituzioni dovrebbero essere presidio di civiltà e diritti ma purtroppo il silenzio fa più rumore di qualunque slogan. Oggi la politica trentina è chiamata a scegliere da che parte stare: se continuare a voltarsi dall’altra parte o raccogliere l’appello della società civile e di chi, anche nelle istituzioni, chiede che il Trentino torni a essere una terra di rispetto, uguaglianza e dignità per tutte le persone, senza distinzione di orientamento o identità.


















