Insulti omofobi in centro a Trento, il caso approda su Repubblica e l'europarlamentare Tovaglieri attacca la sinistra: silenzio delle istituzioni trentine
La vicenda raccontata da il Dolomiti è finita nella seguitissima rubrica "Pietre" del giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi. Ad intervenire, a livello locale, è stato solamente il consigliere del Pd Paolo Zanella

TRENTO. Dalla cronaca locale alle pagine di Repubblica. L’aggressione verbale omofoba raccontata da il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO) e che ha visto protagonisti due ragazzi gay in pieno centro a Trento, insultati con frasi di odio e morte, è diventata un caso nazionale.
A rilanciare quello che è successo è stato il seguitissimo giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, nella rubrica "Pietre", portando sotto i riflettori di tutta Italia un episodio che continua a far discutere e che, purtroppo, a Trento ha visto quasi il completo silenzio delle istituzioni.
Berizzi, nella propria rubrica, riassume quello che è successo: “Il Corano dice che i gay devono bruciare”, la frase che i due giovani si sono sentiti rivolgere mentre stavano passeggiando lungo corso Buonarroti, in centro storico a Trento, da un gruppetto di nordafricani.
Un’aggressione verbale durata pochi secondi, ma sufficiente, purtroppo, a rovinare un intero pomeriggio a Trento. “Ho studiato qui e conosco questa città da ormai diversi anni” aveva spiegato uno dei ragazzi a il Dolomiti. “È sempre stata una città civile, aperta. Ma questa volta mi sono sentito fuori posto, non accolto, giudicato, vulnerabile. E questo fa male”.
La rubrica è stata attaccata dal quotidiano “La Verità” che ha preso di mira la presentazione fatta su X dove il testo viene introdotto con “Trento, estate italiana”. Il titolo del quotidiano di Belpietro è “Per Berizzi pure l'omofobia del Corano è colpa nostra”
L'episodio, purtroppo, è stato purtroppo ignorato da quasi tutte le istituzioni locali che sembrano aver preferito non occuparsene, nonostante la gravità di quello che è successo.
Ad intervenire è stato il consigliere provinciale Paolo Zanella del Partito Democratico, che attraverso una nota ha voluto “condannare con assoluta fermezza episodi come questo, che, con una violenza verbale inaccettabile, sono diretti a colpire la libertà delle persone di essere sé stesse. Parole che condannano a morte qualcuno solo per la sua identità sessuale di minoranza”. Ha poi parlato della fondamentale convivenza tra culture diverse nel nostro Paese, che non può prescindere da un comune denominatore: il rispetto dei principi fondamentali contenuti nella Costituzione. “E l'uguaglianza, a prescindere dalle differenze, è uno di questi” – chiarisce Paolo Zanella – “Su questo serve essere intransigenti. Lavorare per l'inclusione delle persone provenienti da altre parti del mondo significa anche questo: mettere paletti chiari al rispetto dell'altro e delle sue differenze, che deve essere reciproco. Il contrasto a misoginia e omotransfobia passa anche da qui”.
Sui social ha commentato anche la consigliera provinciale Lucia Coppola, forse però perdendo di vista il vero problema: “Ma Dolomiti, perché abbassarsi a questo livello? Trovatemi il passo del Corano che dice questa scemenza. Giusto per mettere benzina sul fuoco. Ce ne fosse bisogno”. Senza nessuna parola di solidarietà per i ragazzi aggrediti verbalmente. Nessuna parola dal sindaco di Trento.

Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, sui social ha deciso di attaccare la “Sinistra muta” di fronte all'episodio: “Non ho ancora sentito o letto un solo commento indignato da parte di esponenti di sinistra o militanti del mondo Lgbt. Sarà che questo rovinerebbe la narrativa di sinistra sull'immigrato integrato, buono e rispettoso”.













