"Il Corano dice che i gay devono bruciare", dopo l'aggressione omofoba a Trento, Zanella: “L’inclusione passa dal rispetto reciproco"
Per il consigliere provinciale Paolo Zanella la fondamentale convivenza tra culture diverse nel nostro Paese non può prescindere da un comune denominatore che è il rispetto dei principi fondamentali contenuti nella Costituzione: “E l'uguaglianza a prescindere dalle differenze, è uno di questi”

TRENTO. “Ancora terribili offese omofobe a due ragazzi in Trentino. E ancora una volta siamo qui a condannare con assoluta fermezza episodi come questo, che con una violenza verbale inaccettabile sono diretti a colpire la libertà delle persone di essere sé stesse. Parole che condannano a morte qualcuno solo per la sua identità sessuale di minoranza”. Il consigliere provinciale del Partito Democratico, Paolo Zanella, intervenire sull'episodio di aggressione verbale omofoba avvenuto nei giorni scorsi a Trento e che ha visto coinvolti due ragazzi (QUI L'ARTICOLO).
I due dopo aver parcheggiato l'auto ed essersi dati un bacio veloce, aveva iniziato a camminare mano nella mano lungo corso Buonarroti. Una normalità che, però, sembra aver dato fastidio a qualcuno. Pochi passi dopo, infatti, non tanto distante da dove avevano parcheggiato, quel momento di tranquillità è stato spezzato. Un gruppo di giovani, presumibilmente di origine nordafricana, stavano chiacchierando proprio lungo il marciapiede dove la coppia stava passando.
Da quel gruppetto è uscita una frase con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: “Il Corano dice che i gay devono bruciare”. Una frase che ha gelato il sangue, lasciando i due ragazzi pietrificati per un istante. “Appena l'abbiamo sentita – avevano raccontato a il Dolomiti - li abbiamo guardati e poi ci siamo girati e siamo andati via. Ci hanno farfugliato altro ma non abbiamo capito, l'importante in quel momento era allontanarsi. Non volevamo rischiare che la situazione degenerasse”.
Un episodio grave avvenuto nel centro del capoluogo trentino e che fino ad oggi non ha visto alcuna istituzione intervenire. “Non occorre guardare lontano – spiega il consigliere provinciale Zanella - per vedere come vi sia una recrudescenza di omotransfobia anche in casa nostra, legittimata da un contesto politico culturale globale che vede le democrazie contrarsi e con esse le libertà e l'inclusione delle minoranze, termometro della democrazia stessa”.
Se però , spiega ancora “guardiamo anche un po' più in là, a chi proviene da culture dove le persone LGBT+ o le donne sono discriminate, culture alle quale paiono appartenere le persone che hanno insultato la coppia gay, ci accorgiamo come siano tanti i casi in cui il cammino dell'inclusione da fare è ancora lungo e complesso”.
Su questo serve investire, perché la fondamentale convivenza tra culture diverse nel nostro Paese non può prescindere da un comune denominatore che è il rispetto dei principi fondamentali contenuti nella Costituzione. “E l'uguaglianza a prescindere dalle differenze, è uno di questi” chiarisce Paolo Zanella. “Su questo serve essere intransigenti. Lavorare per l'inclusione delle persone provenienti da altre parti del mondo significa anche questo, mettere paletti chiari al rispetto dell'altro e delle sue differenze, che deve essere reciproco. Il contrasto a misoginia e omotransfobia passa anche da qui”.












