Valdastico, Confindustria rilancia per completare l'A31 ma a due mesi dalle elezioni Rovereto brancola nel buio. Idee più chiare ad Ala: "Il Patt si era espresso"
A due mesi dalle elezioni i lavori sono ancora in corso, e non senza difficoltà, per chiudere le coalizioni. La partita è in mano alla Provincia ma i Comuni possono avere un peso sulle scelte finali. Ma per ora le certezze sono poche, come sul percorso della Valdastico

ROVERETO. A due mesi dalle elezioni comunali a Rovereto la campagna elettorale stenta a decollare, ma d'altronde si cercano ancora i candidati per guidare palazzo Pretorio e l'unica in pista, la sindaca reggente Giulia Robol, più volte contattata, non è intervenuta dopo che gli industriali sono tornati a parlare di Valdastico. Idee un po' più chiare in quel di Ala.
Nelle scorse ore Confindustria è stata, ancora una volta, molto chiara: "Occorre riprendere in seria considerazione l’ipotesi del prolungamento della A31-Valdastico nord”. Una nota congiunta delle associazioni del Trentino e del Veneto per evidenziare le criticità viabilistiche, problemi che sono stati acuiti da frane e smottamenti a interrompere la circolazione sulla strada statale 47 della Valsugana. "Una soluzione alternativa e strutturale appare oggi l'unica opzione possibile".
Il sistema industriale delle due province è in forte sofferenza e non c'è certezza sui tempi ancora necessari per il completo ripristino del viadotto “del Pescatore” in località San Martino, che consentirà il transito, oggi interdetto, anche ai mezzi pesanti. L'invito a Trentino e Veneto di definire "una soluzione condivisa per il prolungamento a nord della A31-Valdastico" (Qui articolo).
La Giunta provinciale del Fugatti bis è pienamente operativa e la partita Valdastico è nelle sue mani. Ma quest'anno due territori in Vallagarina sono chiamati alle urne in anticipo per rinnovare il Consiglio comunale: Rovereto per il post Francesco Valduga e Ala per il successore di Claudio Soini (Qui articolo).
A livello di composizione politica la novità principale riguarda il Patt a rinforzare il centrodestra. Il dialogo è da riprendere ma se la competenza è di piazza Dante, i municipi non giocano un ruolo secondario. Una vittoria locale del centrodestra qualcosa potrebbe cambiare.
Le Stelle Alpine di centrosinistra, allora guidate da Ugo Rossi, erano favorevoli alla Valdastico ma con uscita a Trento. Nel frattempo il casello è stata gradualmente avvicinato a Rovereto e il tracciato modificato tra "Niet" e manifestazioni di protesta. Teoricamente il centrosinistra è contrario, Fratelli d'Italia più scettico che favorevole mentre la Lega è per realizzare il completamento dell'A31.
Il Consiglio comunale della città della Quercia si è già espresso negativamente negli anni scorsi e abbiamo cercato un primo approfondimento dopo l'intervento di Confindustria. Ma nonostante le sollecitazioni de il Dolomiti la vice sindaca, diventata reggente e candidata a guidare il centrosinistra, non ha fornito una posizione, marcando una certa continuità con il predecessore Valduga, le cui risposte sono spesso arrivate con il contagocce. Ma se le discussioni sulle alleanze sono ancora in corso a sinistra, ancora più confusa la situazione a destra per la corsa alla seconda città del Trentino.
Il nome sul tavolo, per ora, è quello di Paolo Piccinni, proposto da Fratelli d'Italia. Ma non c'è certezza la situazione è tutt'altro che definita tra forze politiche che guardano al centro e la valutazione di altri profili. Dal partito di Giorgia Meloni di Rovereto si è preferito attualmente non intervenire. Si vota a fine maggio ma la campagna elettorale è ancora congelata o quasi.
Parti invertite in quel di Ala. Cantieri aperti nel centrosinistra, centrodestra a guida Patt che ha puntato sull'assessore uscente Stefano Gatti. "Gli autonomisti - commenta a il Dolomiti il candidato sindaco - si erano espressi all'epoca di Rossi con una scelta precisa. A ogni modo la partita è provinciale e piazza Dante ha la competenze e il dovere di proporre una soluzione. E' fondamentale che l'opera serva al Trentino, come risolvere le criticità sulla Valsugana, e non esclusivamente per ridurre i problemi al Veneto. Bisogna analizzare un progetto oggettivo e ponderato".
A ogni modo la Valdastico è un collegamento che si è complicato negli anni e nell'ultima legislatura provinciale, la prima guidata da Maurizio Fugatti, la partita si è ingarbugliata ulteriormente tra sentenze del Consiglio di Stato, concessioni, unitarietà e coerenza del progetto, pronunce della Corte dei conti e territori che hanno fatto muro per dire "No" all'autostrada.
Ma oggi a che punto siamo? Prima della chiusura della scorsa legislatura è arrivata la modifica al Piano urbanistico provinciale. La variante "pone le condizioni e detta il metodo, affinché possano essere effettuate le scelte in tema di connessione con il Veneto”. Si parla di Ambito di connessione Corridoio Nord-Est. Si tratta dello strumento che potrebbe creare le condizioni per la costruzione del prolungamento autostradale dell'A31-Valdastico, progetto per il quale proprio Fugatti ha spinto in più occasioni di un potenziale sbocco in Vallagarina a Rovereto Sud. Significa tutto, significa nulla perché "l’attuazione delle scelte infrastrutturali sarà preceduta da una fase partecipativa che dovrà coinvolgere tutti gli attori dei territori interessati, dalle amministrazioni locali, ai soggetti economici, agli altri portatori di interesse".
Negli scorsi cinque anni nulla si è mosso, la prossima legislatura dovrebbe sbloccare le operazioni. Escluse qualche eccezioni, le proposte del centrodestra erano state fortemente osteggiate dalle comunità interessate, dalle associazioni ambientaliste e addirittura dal tessuto economico vicentino. Un ruolo importante è giocato tanto dal percorso quanto in parte anche dalle affinità politiche tra Comuni e Provincia. La querelle è stata ricca di colpi di scena e la vicenda non sembra ancora chiusa.













