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Grazie all’innovazione arrivano le piante di vite resistenti agli attacchi fitosanitari

Una soluzione per consentire di coltivare i vigneti anche vicino alle abitazioni proprio perchè non devono essere irrorati con prodotti di sintesi. "In questo modo - spiegano gli esperti - sarà possibile vendemmiare uve sane da viti coltivate senza abusare in trattamenti chimici, nel massimo rispetto dell’ecosostenibilità agronomica e dunque in piena sintonia con l’ambiente"

Pubblicato il - 20 novembre 2019 - 18:09

GRUMES. Vendemmiare uve sane da viti coltivate senza abusare in trattamenti chimici, una sfida che da sempre coinvolgi gli esperti del settore e che a quanto pare potrebbe essere stata risolta trovando il giusto equilibrio tra piante resistenti e rispetto  dell’ecosostenibilità agronomica e dunque in piena sintonia con l’ambiente.

 

Da anni infatti Confagricoltura del Trentino è impegnata su questo tema di vitale importanza, in primis con il Consorzio Innovazione Vite insieme alla Fondazione Mach e i vivaisti associati all’Avit-Consorzio Vivaisti Viticoli Trentini. Ed è proprio questa la tematica affrontata eri pomeriggio a Grumes, in alta Valle di Cembra, in un convegno con dibattito quanto mai affollato, dove si è parlato di tematiche, prospettive, opportunità a problematiche.

 

All'evento hanno preso parte circa un centinaio di viticoltori che hanno ascoltato precise relazioni scientifiche sulle varietà di viti cosiddette ‘tolleranti’. Piante che grazie a innovative quanto naturali procedure genetiche riescono a ‘resistere’ a numerosi attacchi fitosanitari. Viti che producono in pieno equilibrio ambientale, vigneti che possono essere coltivati anche vicino alle abitazioni proprio perchè non devono essere irrorati con prodotti di sintesi. "In questo modo - spiegano gli esperti - si salvaguarda anzitutto la salute, sia dei viticoltori che dei residenti nei caratteristici borghi vitati del Trentino.

 


 

Un convegno tra domande e importanti primi riscontri, alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura provinciale Giulia Zanotelli, i sindaci della valle e Pietro Patton, presidente del Consorzio vini del Trentino. Simone Santuari, il Presidente della Comunità della Valle di Cembra ha presentato il progetto della nuova pista ciclabile “CicloAvvia” della Valle di Cembra. 

 

Marco Stefanini, autorevole ricercatore della Fondazione Mach, ha illustrato nei minimi dettagli la vasta ricerca in merito a questa tipologia di ‘viti tolleranti’. Lorenzo Gretter, responsabile tecnico di Civit ha presentato le nuove proposte varietali, già collaudate in vigneti sperimentali, per valorizzare una viticoltura più sostenibile e mirata quindi a vini ancora migliori e in piena sintonia con il concetto di qualità.

 

I viticoltori riuniti a Grumes hanno poi ascoltato con massima attenzione Paolo Giorgetti, dirigente del Ministero dell’Agricoltura, in merito alle norme che prevedono l’iscrizione all’apposito Registro Nazionale (e quindi la messa a dimora) delle nuove varietà di vite. Questioni burocratiche molto restrittive, ma in via di soluzione. Come ha ribadito pure Mario Chemolli, dell’Ufficio Tutela delle Produzioni agricole della Provincia Autonoma di Trento.

 

Ma c'è di più, come dimostrato dalla ricerca di uno studente universitario, Martin Giovannini, della Facoltà agraria di Bologna la richiesta di queste viti sperimentali è in aumento e anche i consumatori di vino iniziano a prestare attenzione a questo tema. Dati e riscontri oggettivi presentati pure da alcuni produttori presenti in sala, che proprio in valle di Cembra da anni coltivano una dozzina di ettari di vigneto piantati esclusivamente con le varietà di queste ‘viti resistenti’. Mettendo quindi in bottiglia vini decisamente naturali.

 

Lo hanno detto – e poi fatti degustare, nel momento conviviale a fine convegno – sia Fiorentino Sandri, pioniere con Mario Pojer di questa tipologia di vini a ‘impatto zero’, che Corrado Aldrighetti e Ezio Dalla Giacoma, tecnici della Cantina di Lavis.

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