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La rivoluzione nella cura delle problematiche cerebrali (tumorali e non) parte da Trento. Una raccolta dati senza precedenti: il primo atlante funzionale del mappaggio intra-operatorio

La comprensione della struttura anatomica e dei meccanismi funzionali di elaborazione delle informazioni che avviene tra i diversi circuiti cerebrali è tra le più grandi sfide per la ricerca neuroscientifica clinica del terzo millennio. Rientra in questo ambito il lavoro realizzato e che racchiude un numero di dati funzionali senza precedenti per questa tipologia di ricerca

Pubblicato il - 08 dicembre 2019 - 20:55

TRENTO. Un lavoro unico che potrebbe rivoluzionare la cura dei pazienti affetti da problematiche cerebrali (tumorali e non), ma anche nel campo della ricerca neuroscientifica di base. E' il primo atlante funzionale cerebrale basato su dati di mappaggio intra-operatorio. Questo studio, realizzato dall’Unità operativa di neurochirurgia dell’ospedale Santa Chiara di TrentoFondazione Bruno Kessler e Università di Trento in collaborazione con il Dipartimento di neurochirurgia dell’Università di Montpellier e il Dipartimento di neurochirurgia della Northwestern University di Chicago, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Neuroimage.

La quantità e la complessità di informazioni processata dal cervello umano in ogni istante è enorme e estremamente variabile al livello individuale. La comprensione della struttura anatomica e dei meccanismi funzionali di elaborazione delle informazioni che avviene tra i diversi circuiti cerebrali è tra le più grandi sfide per la ricerca neuroscientifica clinica del terzo millennio. Rientra in questo ambito il lavoro realizzato e che racchiude un numero di dati funzionali senza precedenti per questa tipologia di ricerca.  

 

Sono in particolare due le caratteristiche che rendono questo lavoro unico. La prima è la novità assoluta dell’integrazione nelle medesime mappe dei dati funzionali derivanti sia dalla stimolazione della corteccia cerebrale sia dai fasci di connessione della sostanza bianca, che danno all’atlante una completezza unica.

 

La seconda risiede nella numerosità (oltre 1.800 risposte funzionali) e nella natura stessa dei dati, che derivano dai risultati di mappaggio intra-operatorio con monitoraggio neuropsicologico per la preservazione delle funzioni cerebrali (tecnica nota come awake surgery, divenuta ormai routinaria per la resezione di tumori cerebrali selezionati), che rende la loro attendibilità estremamente elevata

 

Lo studio ha una grande rilevanza in termini clinici e chirurgici perché ha prodotto una quantità senza precedenti di informazioni probabilistiche relative alla distribuzione cerebrale di diverse funzioni essenziali (il movimento, la programmazione motoria, il linguaggio, la visione, ecc.). Si tratta di dati che sono stati resi pubblici e potranno essere utilizzati per la programmazione di interventi neurochirurgici, radio o proton-terapici, di trattamenti neurologici e anche per la pianificazione di interventi riabilitativi.

 

A fini di ricerca, inoltre, questo lavoro costituisce un dataset unico, per dimensioni e accuratezza, da integrare con altre metodiche neuroscientifiche (come la risonanza magnetica funzionale, la trattografia, la stimolazione magnetica transcranica, l’elettro-encefalografia), con l’obiettivo di migliorare le conoscenze scientifiche sul funzionamento e la struttura dei diversi network cerebrali alla base delle più comuni attività della vita quotidiana.

 

La pubblicazione rientra in uno dei filoni di ricerca nel settore delle neuroscienze cliniche – in corso da anni all’interno dell’U.o. di neurochirurgia dell’Apss – finalizzati ad approfondire le conoscenze cliniche per l’ottimizzazione di diversi trattamenti all’avanguardia nel panorama italiano e europeo. Risultati che sono stati possibili solo in un’ottica di collaborazione multisettoriale e di rete, che vede impegnate da tempo l’U.o. di neurochirurgia con quelle di neurologia, di anestesia e rianimazione I, di radiologia e di neuroradiologia, così come con tutte le unità operative afferenti al gruppo multidisciplinare neuro-oncologico (anatomia patologica, oncologia medica, radioterapia, protonterapia e medicina nucleare). 

 

Questo lavoro costituisce un ulteriore punto di partenza tra quelli già fissati negli ultimi anni nel settore delle neuroscienze cliniche, grazie anche alla stretta rete di collaborazione con i diversi e prestigiosi enti di ricerca del territorio trentino che hanno contribuito ad avviare e supportare con impegno ed entusiasmo anche attività di ricerca con fini puramente clinici, come il NiLab di Fbk, il CIMeC ed il CeRiN dell’Università di Trento, oltre a tutti i diversi centri europei ed extra-europei (Università di Montpellier; GIN dell’Università di Bordeaux; Northwestern University di Chicago; Università di Scherbrooke, Canada; Ospedale IRCCS Bambino Gesù di Roma) che da anni collaborano con l’U.o. di neurochirurgia di Apss. 

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