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Fare fisioterapia a distanza senza perdere il contatto con gli esperti si può: ecco Kari. "Una tecnologia per aiutare le persone"

Euleria è una start-up che, sostenuta da Vrt e Trentino sviluppo, ha sviluppato una tecnologia che permette ai pazienti fisioterapici di proseguire la propria riabilitazione a distanza e sotto il costante monitoraggio dei professionisti. "Il Covid ha reso necessario per l'oggi uno strumento che si immaginava per domani"

Di Davide Leveghi - 09 ottobre 2020 - 12:31

TRENTO. “Nella fisioterapia interrompere la terapia è la cosa peggiore che possa succedere, per questo una tecnologia come questa può aiutare a sentirsi più vicini con il professionista che ti segue”. C'è soddisfazione tra i pazienti fisioterapici sottoposti alla sperimentazione di Kari, una tecnologia che permette a distanza di tenere sotto controllo gli esercizi di chi necessita di una terapia riabilitativa ma non può, specie in questo periodo, recarsi ad un centro. Lanciato da Euleria, start-up che ha beneficiato del sostegno di Vrt e di Trentino sviluppo, Kari apre nuovi spazi per la teleriabilitazione, introducendo nel presente un qualcosa che si pensava “confinato” all'avvenire.

 

È il Covid, anche in questo caso, a creare un'opportunità. Nel periodo di lockdown, infatti, l'impossibilità per i pazienti, specie per quelli più fragili, di recarsi nei centri di riabilitazione o di usufruire delle prestazioni in presenza da parte del professionista, è stata supplita da una tecnologia capace di diminuire la mancanza di contatto diretto mantenendo vigile l'attenzione del fisioterapista su chi sta seguendo una terapia.

 

Considerata come una tecnologia utile ad aiutare le persone, sia i professionisti che i pazienti, Euleria è stata inserita tra i progetti scelti da Vrt per offrire una risposta veloce e immediata a problemi resi contingenti dalla pandemia. “Abbiamo dato vita a 3 bandi, durante il lockdown – spiega il presidente di Vrt Stefano Milani – il risultato è stato ottimo, con più di 100 progetti proposti e 18 selezionati. Ci siamo concentrati su infettivologia, diagnostica e tecnologie a distanze. In quest'ultimo ambito, Euleria ci dava proprio la risposta che volevamo, offrendo qualcosa di concreto in tempi ragionevoli”.

 

Kari è infatti una tecnologia che si può utilizzare per aiutare le persone – continua – lo scopo dei nostri bandi era proprio quello di aiutare la ricerca per aiutare le persone. Sono contento di presentare, perciò, quello che è il primo progetto portato a compimento. Medici e specialisti stanno iniziando a cambiare il proprio approccio, rendendosi conto di come questa tecnologia aiuti i pazienti”.

 

 

 

 

Ma Kari come funziona? I pazienti possono seguire a distanza, nella propria abitazione, la propria terapia, dotati di sensori e uno schermo in cui seguire le “mosse”. Da lontano i fisioterapisti seguono la loro attività riabilitativa, supportati da una tecnologia che dà un feedback ai pazienti ricalibrando la terapia secondo le loro esigenze.

 

Sono 50 i pazienti che tra luglio e settembre si sono sottoposti alla teleriabilitazione di Kari. “Siamo partiti con una sperimentazione applicata a 5 pazienti, poi a 25 e infine a 50 – spiega il presidente di Euleria David Tacconi – il tutto grazie alla disponibilità data dal centro Franca Martini, che da 40 anni si occupa dei malati di sclerosi multipla. È un prodotto semplice e frutto di tanti anni di ricerca, che con il Covid ha trovato un'opportunità per rispondere a una domanda dei fisioterapisti: è possibile continuare la riabilitazione a distanza?”.

 

Secondo Euleria, e non solo, sì. “I fisioterapisti, con il lockdown, hanno iniziato a parlare di una tecnologia necessaria per l'oggi e non per il domani. Molti dei pazienti che l'hanno sperimentata hanno deciso di continuare e noi continuiamo a lavorare per migliorarla”.

 

Tra i professionisti, infatti, v'erano alcune perplessità. Come si può pensare alla fisioterapia, che è basata sul contatto, senza che vi sia contatto? “Abbiamo cercato di fare qualcosa di nuovo, come è proprio del nostro centro – racconta Vanni Ceola, presidente della onlus Atsm centro Franca Martini – i nostri pazienti avevano difficoltà durante il lockdown e per questo ci siamo messi a disposizioni di Euleria facendo proseguire le cure da casa. Siamo orgogliosi di essere stati partner e speriamo che si sviluppi in futuro”.

 

Lo scetticismo iniziale viene ribadito da Nichole, una fisioterapista del centro Franca Martini impegnata nei lavori di teleriabilitazione di Kari. “In 20 anni di attività so quanto sia importante il contatto. Nonostante ciò, questa tecnologia ci ha permesso di riavvicinarci ai pazienti, offrendoci uno strumento complementare al nostro lavoro di fisioterapisti”.

 

Kari dimostra che voi di Euleria siete portatori sani della bontà del nostro sistema trentino”, commenta il responsabile dell'area incubazione e start-up di Trentino Sviluppo Michele Tosi.

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