La realtà virtuale al servizio del paziente: a Lamon la teleriabilitazione con tecnologie all’avanguardia:“Ci spostiamo verso una visione di prossimità al paziente”
Il sistema di realtà virtuale permette di valutare il paziente e costruire un percorso riabilitativo in base alle sue esigenze, con esercizi eseguibili anche da casa sotto il monitoraggio del personale medico

LAMON. Un sistema di realtà virtuale che permette di valutare il paziente e costruire un percorso riabilitativo in base alle sue esigenze, con esercizi eseguibili anche da casa sotto il monitoraggio del personale medico: è il sistema di teleriabilitazione attivo presso l’ospedale di Lamon, polo di riferimento per la riabilitazione nella Provincia e non solo. “Arriviamo da una visione ospedale-centrica, che oggi cerchiamo di spostare verso una visione di prossimità al paziente, nella quale le tecnologie sono prioritarie. Dovrà essere colmato il gap digitale, soprattutto per la popolazione anziana, ma la teleriabilitazione è oggi un settore molto attenzionato e incide notevolmente sulla qualità delle cure e della vita” afferma Manuela Lanzarin, assessora alla sanità della Regione Veneto.
Nel 2024, l’ospedale di Lamon, con 35 posti letto attivi, ha registrato 566 ricoveri, di cui 16,6% da fuori Ulss, e 14.203 prestazioni ambulatoriali, di cui 24.532 prime visite e controlli. L’ospedale è polo provinciale per la riabilitazione, ma è un punto di riferimento anche per i territori circostanti.
“Coroniamo un percorso - afferma Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti - iniziato con l'inaugurazione dopo la prima ristrutturazione il 18 dicembre 2023 (5,6 milioni di euro) e che conoscerà una seconda ristrutturazione nei prossimi mesi (1,9 milioni di euro). Si completerà così una struttura riabilitativa di alto livello, nella quale il nuovo sistema di teleriabilitazione mette insieme attività clinica e tecnologia e consente un collegamento tra ospedale e territorio, diventando un presidio fondamentale per la presa in carico della persona e permettere al paziente di lavorare da casa”.
In cosa consiste la teleriabilitazione? “La struttura - spiega Pietro Dell’Oste, fisiatra - si compone di una palestra, nella quale ci sono apparecchiature dotate di tecnologia ibrida, quindi realtà virtuale e realtà aumentata in un mix ottimizzato per la riabilitazione.
In particolare ci sono un dispositivo (D-WALL) che analizza postura e movimenti del paziente grazie a una telecamera 3D con la quale possiamo fare una ricostruzione tridimensionale della persona, un tapis roulant (Walker view), anche questo con camera 3D, con il quale si ottiene un’analisi completa del passo e si crea un programma personalizzato, e infine l’homing studio, che permette di seguire il paziente da casa. Gli viene infatti consegnata una valigetta con il necessario per collegare il programma alla televisione ed eseguire gli esercizi, mentre da qui noi monitoriamo il lavoro svolto. Tutte queste attrezzature sono interconnesse, per cui ognuna ha accesso alla cartella clinica”.
A Lamon sono già state trattate in questo modo patologie neurologiche (come lesioni cerebrali e spinali, morbo di Parkinson o paralisi cerebrali infantili) e ortopediche (quindi protesi e chirurgia post-traumatica). Ma ci sono controindicazioni? “Sono semplici - prosegue Dell’Oste - ad esempio avere deficit cognitivi che compromettono la capacità di eseguire le istruzioni, scarsa dimestichezza con la tecnologia o un contesto non adeguato a casa propria, in primis problemi di connessione. Dall’altro lato però i vantaggi sono molteplici: facilita l’accesso alle cure anche in aree remote, riduce disagi per gli spostamenti e favorisce la continuità assistenziale”.
“Questo momento - aggiunge Loris Maccagnan, sindaco di Lamon - sottolinea ulteriormente l’importanza dell’ospedale per Lamon, che ha una storia nella sanità da oltre un secolo e riesce a giocare ancora oggi un ruolo importante in tutto il nord-est. Anni fa abbiamo iniziato un percorso di riqualificazione e investimento su quella che era già un’eccellenza della nostra comunità e continueremo a farlo con un ulteriore investimento di 2 milioni per il percorso riabilitativo”.
Chiaramente, per incentivare la sanità territoriale servono i professionisti e, quindi, abitazioni e servizi sul territorio. A tal proposito, sono previsti investimenti anche sul fronte socio-sanitario secondo quanto riporta Dario Bond, presidente del Comitato di gestione del fondo comuni confinanti: “Il piano socio-sanitario prevede anche la riqualificazione di una palazzina, ex caserma dei carabinieri, che ospiterà 7 mini alloggi per il personale sanitario e le figure che servono alla casa di riposo. Probabilmente un ulteriore passaggio riguarderà altri 20 alloggi, quindi c’è tutta l’intenzione di realizzare un’offerta completa”.
“Questo è un territorio che sta crescendo - conclude Manuela Lanzarin, assessora alla sanità del Veneto -. Nel 2019 abbiamo pensato che Lamon dovesse diventare il polo riabilitativo dell'Ulss Dolomiti, un presidio importantissimo non solo per la riabilitazione post-intervento ma anche di fronte al crescente invecchiamento della popolazione. Poli così fanno differenza, anche per i territori vicini e, inoltre, c’è un’importante relazione con l’azienda ospedaliera di Padova. Lavorare in rete fa la differenza perché riesce a far girare gli specialisti in tutto il territorio, dando supporto a strutture e situazioni più in difficoltà in un momento in cui i sistemi sanitari soffrono di carenza di personale.
Negli ultimi anni si è inoltre sempre più creato un legame tra politiche sanitarie e sociosanitarie e pensare che una parte dei Fondi comuni confinanti siano dedicati al mondo della sanità e del sociosanitario credo sia strategico e ci permette di crescere e incidere sulla qualità di vita e la continuità dei servizi”.












