Feltre, in ospedale un nuovo centro diurno per la salute mentale dove la terapia si fa (anche) con i podcast. Intanto la psichiatria rafforza le visite domiciliari
Un passo avanti nella gestione della difficile situazione della psichiatria feltrina arriva al nuovo centro diurno per la salute mentale, che si trasferisce all’ospedale accanto al Csm. Diversi i moduli al suo interno divisi in base alle patologie, con un’attenzione speciale ai giovani. Intanto, si continua a cercare una nuova struttura per la Comunità terapeutica assistenziale protetta ma non è facile

FELTRE. Nasce presso l’ospedale di Feltre il centro diurno per la salute mentale, che va ad affiancarsi al Csm (Centro salute mentale) per dare maggiore unitarietà alle aree di intervento che si occupano del tema.
A parlarne è Mariangela Spano, responsabile del Csm. “Uno dei primi obiettivi - afferma - era rendere accessibile a tutti gli utenti della psichiatria il centro diurno sia in termini logistici sia come strutture di accoglienza. Capita infatti che alcuni pazienti, oltre a problemi di salute mentale, abbiano anche una disabilità fisica, quindi è fondamentale uno spazio accessibile a 360 gradi”. Il centro convoglia gli utenti della comunità alloggio di Cart e del centro di via Borgo Ruga (24 posti totali), che restano comunque attivi, ed è pensato proprio per rafforzare il progetto per la psichiatria. Spano è arrivata infatti lo scorso anno alla direzione del reparto, puntando subito alla continuità assistenziale in una situazione complessa come quella feltrina.
Utenti del centro, aperto tutti i giorni in orario 8-16, sono pazienti dai 18 ai 65 anni suddivisi per ‘moduli riabilitativi’, aree dedicate in base all’età o alle patologie, tra i quali spicca quello per i più giovani. “Parliamo di persone tra i 18 e i 40 anni - spiega Spano - non necessariamente con patologie conclamate, ma anche con comportamenti a rischio come isolamento sociale e abbandono scolastico. Si usa il podcast, a loro familiare, per creare spazi di psicoterapia cui tutti partecipano attivamente”.
Il modulo è attivo da giugno e ad oggi accoglie circa 12 pazienti. Sostenuti da educatrice, terapista e psicologa, realizzano episodi su temi scelti da loro. “Di recente - prosegue - hanno fatto una puntata sul chiedere aiuto: parlano spesso dello stigma e lavorano sul come sono arrivati in psichiatria, cosa ha funzionato e cosa no, e i consigli che vogliono dare a chi è nella stessa situazione”. Al momento i materiali sono riservati alla produzione interna per tutelare i pazienti, ma si è già parlato della possibilità di una diffusione, soprattutto nell’ottica di aiutare altri giovani.
In fase di attivazione sono invece i moduli per mamme con depressione post partum e per persone con gravi disturbi di personalità: a breve sarà organizzato un incontro con associazioni del territorio e familiari per farli conoscere e poter finalmente partire.
Ma com’è la situazione generale? Nel 2025, la psichiatria di Feltre ha preso in carico 2.167 pazienti (2,7% dei residenti del Feltrino) mentre il totale di prestazioni del Csm sfiora le 28 mila (27.994) tra controlli psichiatrici, psicoterapia individuale e di gruppo, terapie farmacologiche e domiciliari. Al Ctrp (Comunità terapeutica residenziale protetta) di Borgo Ruga, invece, le prestazioni sono state oltre 63 mila ma c'è bisogno di una nuova collocazione: non sarà facile, perché serve un immobile centralizzato, perciò si continua a cercare anche con l’aiuto dell’amministrazione comunale.
Nel frattempo, si punta sul servizio di prossimità. “Abbiamo pensato di mappare i pazienti della psichiatria - conclude Spano - secondo i livelli di intensità di cura. Spesso infatti le distanze territoriali e la frammentarietà familiare determinano arrivo tardivo alle cure e abbandono della presa in carico. Dividendoli in tre livelli, possiamo invece organizzare visite domiciliari regolari e prendere in carico tutti presso la loro abitazione”. A recarsi dai pazienti è una équipe multiprofessionale, da una volta al giorno a una volta al mese in base alla gravità: una sperimentazione partita a giugno, di cui si tireranno le somme a breve.
Accanto a essa, lavora anche un’unità mobile per la gestione delle urgenze, soprattutto giovani chiusi in casa che non vogliono uscire. Da aprile, ogni secondo sabato del mese saranno anche avviati open day familiari nei quali tutti, a partire dai genitori, possono trovare risposte a dubbi di qualsiasi tipo nel confronto con assistente sociale, educatore e un tecnico della riabilitazione psichiatrica.












