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Belluno
21 giugno | 15:55

Intelligenza artificiale e tecnologie all’avanguardia per la lotta ai tumori. “A Belluno il futuro della radioterapia è già realtà”

Un nuovo primario e tecnologie all’avanguardia nella lotta ai tumori: sono le novità dell’Unità operativa complessa di radiologia dell’ospedale di Belluno. Il reparto sarà infatti dotato di una nuova tac e sistemi di intelligenza artificiale che permettono di ricostruire con esattezza i contorni del tumore e colpirlo con le radiazioni senza coinvolgere gli organi circostanti. Per aiutare il paziente, inoltre, in arrivo dei pannelli che ‘colorano’ l’intera stanza

BELLUNO. “Sono molto felice di essere a Belluno, sia per quello che l’Ulss 1 offre in termini di tecnologia sia soprattutto perché ho percepito un senso di accoglienza incredibile. Quando mi sono sentito così accolto, ho pensato di avere vinto in partenza”. È forte l’entusiasmo di Vittorio Baggio, nuovo direttore dell’Unità operativa complessa di radioterapia dell’ospedale di Belluno, che recentemente ha acquistato tecnologie all’avanguardia per le cure oncologiche definite dal primario “il futuro della radioterapia”.

 

“Mi fa molto piacere - lo accoglie Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti - che il dottor Baggio sia arrivato a dirigere il servizio. Fa parte dei 14 nuovi primari nominati tra il 2024 e inizio 2025, a riprova di un’attenzione continua per coprire come si deve le unità operative complesse. In particolare, l’attività di radioterapia è molto importante per la nostra azienda”. Nel 2024, infatti, il reparto ha trattato 787 pazienti, con un incremento del +6,9% sul 2023 e un totale di 6.472 sedute di radioterapia. La nomina del primario non è però l’unica novità: anche sul fronte tecnologico si punta sull’avanguardia. “Siamo oncologi - precisa infatti Baggio - ma vincolati alle capacità tecnologiche. Se abbiamo macchine performanti e un supporto tecnologico alle spalle, i nostri trattamenti possono arrivare all’eccellenza”. 

 

Quali sono queste attrezzature? Da un lato ci sono due acceleratori lineari, macchinari che effettuano la radioterapia indirizzando il fascio di radiazioni su una precisa area da trattare. Uno di essi, detto HD Versa, è stato attivato nel 2022 con un investimento di 1,9 milioni di euro: ha un lettino motorizzato e usa una tecnologia “Sgrt” (surface guided radiation therapy) che limita l’esposizione alle radiazioni di cuore e polmoni. “Sono macchine all’avanguardia - spiega Baggio - che vengono ri-aggiornate di anno in anno. A queste si aggiungerà a breve una Tac di simulazione che potremmo definire ‘l’occhio del chirurgo’ perché ci permette di studiare la malattia, circoscriverla e sapere con precisione dove intervenire”.

 

Con questi strumenti, infatti, i medici hanno a disposizione una ricostruzione tridimensionale del tumore e lo possono colpire senza danneggiare altri tessuti. La nuova Tac di simulazione, che è in fase di installazione (per un valore di 565 mila euro) “dialoga” infatti con gli acceleratori, restituendo immagini sensazionali. “La precisione è tale - prosegue - che possiamo somministrare la radioterapia limitando notevolmente l’esposizione del paziente perché tutto il processo è guidato dalle immagini. Con una tecnica detta “stereotassi” si somministrano alte dosi di radiazioni su piccoli bersagli e questo permette di ridurre il numero di sedute: questi trattamenti si chiamano ‘schemi ipofrazionati’ e sono il futuro della radioterapia, nonché l’orgoglio del bellunese”. Ad esempio, se un tempo con il tumore alla mammella servivano 30 sedute, oggi sono solo 5 e il trattamento non solo è equivalente, ma ha un’efficacia oncologica superiore. Inoltre, il monitoraggio costante del paziente fa sì che la macchina rilevi ogni minimo movimento e, qualora il corpo non sia più nella giusta posizione, il trattamento si ferma in automatico, il lettino si muove per riposizionarlo e solo dopo la terapia riprende. Molteplici i vantaggi: oltre alla precisione, il trattamento è più veloce (dura al massimo un paio di minuti), non sono colpiti gli organi vicini e il paziente è più rilassato perché, in pratica, non si accorge di nulla. 

 

E per gli organi che hanno un movimento fisiologico, come i polmoni? “In passato - prosegue - si creava un bersaglio più grande per compensare questo movimento, sacrificando una porzione di polmone sano. Oggi, il paziente viene allenato a strategie di respirazione e guidato da segnali visivi (tramite occhialini o un tablet) con i quali impara ad autoregolare il proprio respiro”. In arrivo ci sono addirittura dei pannelli luminosi che renderanno l’intera stanza una sorta di semaforo: se diventano azzurri il respiro è sottosoglia, se rossi è soprasoglia, se verdi si può procedere perché il respiro è corretto. Insomma il paziente sarà letteralmente immerso in una tecnologia che si sincronizza con il suo respiro.

 

“Tutto questo - conclude il primario - permette ai bellunesi di curarsi qui anche per i trattamenti più complessi. Avremo anche un nuova nuova tecnologia di Intelligenza artificiale, non presente in buona parte delle radioterapie nel Triveneto, che permetterà di disegnare il contorno di organi a rischio e linfonodi con la stessa precisione di un esperto clinico. In questo modo, tutti gli organi sani attorno al tumore non saranno colpiti dalle radiazioni e, in un periodo di carenza di medici, il tempo risparmiato potrà essere dedicato ad altri pazienti e alla riduzione delle liste d’attesa”. 

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