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Belluno
14 gennaio | 06:45

Oncologia, il peso della dieta sulla salute del paziente: il progetto dell’Ulss Dolomiti tra Feltre e Belluno. E per le cure palliative c’è il riconoscimento europeo di eccellenza

Una collaborazione tra ospedali che ha portato a un servizio di eccellenza per i pazienti oncologici, tanto da meritare un premio italiano e un riconoscimento europeo. L’Ulss 1 Dolomiti presenta lo screening nutrizionale e il centro Esmo integrato di cure palliative: sinergie tra professionisti che già si pensa di esportare ad altri reparti

FELTRE. Una collaborazione tra ospedali che ha portato a un servizio di eccellenza per i pazienti oncologici, tanto da meritare un premio italiano e un riconoscimento europeo. L’Ulss 1 Dolomiti presenta lo screening nutrizionale e il centro Esmo integrato di cure palliative: sinergie tra professionisti che già si pensa di esportare ad altri reparti.

 

Ad oggi l’equipe di oncologia di Feltre, guidata dal dottor Maurizio Nicodemo, conta cinque medici, sei infermieri e due amministrativi, ma collabora continuativamente con psicologa, genetista, dietista e l’unità di cure palliative. Nel 2025, questo gruppo multidisciplinare ha preso in carico 400 nuovi casi, lavorando anche con una presenza settimanale a Belluno e un ambulatorio due volte al mese a Fiera di Primiero.

 

Il cuore del nuovo progetto riguarda in particolare l’impostazione di percorsi di screening e valutazione nutrizionale nel paziente oncologico e dell’interazione che i farmaci per la chemioterapia possono avere con il cibo. “È riconosciuto il ruolo cruciale della nutrizione nel paziente oncologico - spiega Viviana Lovat, dell’unità di farmacia ospedaliera - ma spesso è sottovalutato. Abbiamo quindi cercato di impostare un percorso per identificare i pazienti con malnutrizione, lieve o grave, e indirizzarli alla consulenza con le dietiste”.

 

Il gruppo ha quindi redatto una modulistica di valutazione nutrizionale, basata su linee guida internazionali, e delle schede informative per 40 farmaci oncologici orali, in cui è spiegato che interazioni possono avere con alimenti o integratori. Molti pazienti, infatti, per ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia assumono integratori (ad esempio lo zenzero contro nausea e vomito), perciò l'obiettivo è sensibilizzarli sul tema dal primo giorno della terapia.

 

Nella fase sperimentale sono stati compilati 92 moduli di screening tra Belluno e Feltre, dai quali è emerso che il 31% dei pazienti aveva una malnutrizione lieve, il 35% moderata e il 28% grave. Da qui c’è stato un notevole incremento nelle consulenze nutrizionali: tra ottobre 2023 e ottobre 2024, Belluno ha registrato un +68% e Feltre +78% rispetto all’anno precedente e, tra quei pazienti, quasi 4 su 10 (37%) hanno mostrato un miglioramento o una stabilizzazione del loro stato nutrizionale, compresa una riduzione della perdita di peso.

 

Per questo progetto, a maggio 2025 gli ospedali di Belluno e Feltre hanno ricevuto il premio Cipomo “Elisabetta Fabbrini”, promosso dal Collegio italiano di primari oncologi medici ospedalieri. “Il nostro progetto - spiega Nicodemo - è stato scelto fra 33 in tutta Italia sia per la sua bontà sia per la stretta collaborazione tra due ospedali: collaborazione che viene presa come esempio e rappresenta per noi tutti un orgoglio”. Inoltre è stato presentato a diversi convegni medici, facendo leva proprio sull’approccio multidisciplinare, l’integrazione delle competenze, l’uso di sistemi e strumenti condivisi, e un vero e proprio cambiamento operativo e culturale. Attualmente è anche in pubblicazione la nuova delibera del team nutrizionale e si sta lavorando per estendere il progetto all’ambito gastroenterologico.

 

Ma non solo. Dal 2022 l’unità Oncologia di Feltre è stata riconosciuta come Centro Esmo integrato per le cure palliative dalla società europea di oncologia. “Viene conferito ai centri che riescono a instaurare una collaborazione tra le varie unità, nel nostro caso oncologia, farmacia ospedaliera, dietetica e cure palliative. E nel 2025 - spiega Marco Mazza, responsabile delle cure palliative - c’è stata la riconferma per ulteriori tre anni”. Qui, i pazienti presi in carico nel 2025 sono stati invece 350 tra controlli e primi accessi.

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