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Da Trento arriva "Janus", il sistema di tracciamento che rivoluzionerà la sicurezza sul lavoro

Il nuovo strumento giocherà un ruolo fondamentale nella sicurezza sul lavoro, avvisando i lavoratori in caso di vicinanza eccessiva ad altri collaboratori o macchinari e materiali pericolosi. Sono già due le multinazionali che hanno acquistato "Janus" e lo stanno implementando su larga scala 

Pubblicato il - 03 maggio 2021 - 12:08

TRENTO. Sicurezza, precisione, velocità e meno errori. Questo è quanto promette “Janus”, il sistema nato dai laboratori dell’Università di Trento e della Fondazione Kessler per rivoluzionare la sicurezza nel luogo di lavoro, soprattutto per quanto riguarda le misure di distanziamento previste dalla pandemia. La funzione principale di “Janus” infatti è quella di misurare la distanza tra persone e/o oggetti, emettendo vibrazioni, suoni e luci in caso di rischi o violazioni. Il sistema ha fatto la sua comparsa sul mercato proprio in questi giorni e i primi due clienti sono state due multinazionali del settore food and beverage.

 

Il dispositivo in sé è molto piccolo e leggero, quasi come una carta di credito. L’idea è che il dipendente lo indossi al collo, lo infili nel portafogli o in generale lo tenga con sé durante la giornata di lavoro. In questo modo “Janus” può misurare la distanza dagli altri lavoratori o da macchinari pericolosi con un margine di errore inferiore a dieci centimetri. In caso di rischio il dispositivo invia un allarme al sistema di controllo, che può quindi monitorare il distanziamento sociale, ma anche diminuire i rischi per le persone. Il tutto senza infrangere la privacy dell’utente, i cui dati personali non vengono rivelati.

 

Reply Spa ha deciso di investire nello sviluppo industriale di questa tecnologia e di metterla in commercio. “Con questo sistema è possibile sapere in tempo reale se i collaboratori di un’azienda sono esposti a rischi sul posto di lavoro e mantenere il rispetto del distanziamento fisico per il contenimento della pandemia. Un’informazione importante non soltanto nelle aziende ma anche in altri luoghi aperti al pubblico, come comunità, scuole, uffici”, spiega Maurizio Griva, senior manager di Concept Reply, partner di sviluppo hardware e software del gruppo Reply specializzato nell'innovazione applicata all’Internet delle cose. “La pandemia ha avuto inevitabili effetti sulle catene globali di approvvigionamento e ha forzato le aziende ad adattare i propri piani operativi per mitigare l’impatto di questi cambiamenti. Janus è un’innovazione decisiva per rendere più fluido, sicuro ed efficiente il monitoraggio delle attività e la sicurezza del personale”.

 

Entrambi i primi due clienti lavorano nel settore food and beverage. Il primo ha deciso di implementare “Janus”, come sistema di protezione individuale nell’ambito del tracciamento dei contatti. Infatti il device, oltre ad avvisare il portatore in caso di superamento delle soglie di rischio, comunica i dati al sistema di controllo che, in caso di necessità, potrà ricostruire la catena dei contatti. Il secondo cliente ha invece deciso di utilizzarlo su scala più vasta, implementandolo subito anche per evitare incidenti con macchinari pericolosi. In questo caso “Janus” va posizionato sul macchinario e avvertirà i lavoratori in caso di eccessiva vicinanza al pericolo.

 

“Nonostante esistano già sul mercato dei sistemi di stima della distanza basati sul Bluetooth, nessuno di questi può competere con la precisione di Janus”, spiega Gian Pietro Picco, ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni al Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione e coordinatore del progetto. Il sistema trentino infatti usa il Bluetooth solo per individuare i dispositivi nei dintorni, mentre per valutarne la distanza si basa sull’ultra-wideband (Uwb), che consente di aumentare il livello di precisione. “È un sistema bi-fronte, una per il Bluetooth e una per UWB: per questo lo abbiamo chiamato Janus, come il dio romano dalle due facce”, spiega Picco.

 

“Gli impieghi di Janus e in generale della tecnologia UWB sono molteplici - conclude Picco -. Numerosi hanno a che fare con la sicurezza sui luoghi di lavoro. Pensiamo a quanto sia importante il monitoraggio costante degli ambienti dove vi sono linee di produzione con potenziali pericoli, come ad esempio la presenza di materiali nocivi o macchinari in movimento. Ma anche, in questo periodo di pandemia, quanto sia utile un aiuto puntuale nel controllo delle distanze di sicurezza interpersonali. Non solo: Janus potrebbe arrivare anche sui nostri smartphone. L’iPhone 11 è stato il primo modello a supportare anche UWB oltre a Bluetooth, ma modelli di Samsung e altri sono già in commercio”.

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