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Lotta al pericoloso gas Radon, in campo anche la tecnologia dell'Università di Trento

Nascerà un sensore ad altissima precisione per il monitoraggio del pericoloso gas. Questo grazie all'Università di Modena – Reggio Emilia, l'Università di Trento e un'azienda emiliano – romagnolo

Pubblicato il - 28 aprile 2021 - 12:40

TRENTO. L'obiettivo è solo uno, quello di sconfiggere il gas Radon. L'impegno vedrà una triangolazione tra l'Università di Modena – Reggio Emilia, l'Università di Trento e un'azienda emiliano – romagnolo.

 

Il tutto deriva dal contratto di ricerca sottoscritto da Radoff – startup innovativa con sedi a Bologna, Milano e in Sardegna che ha messo a punto un dispositivo per il monitoraggio e la bonifica in ambiente indoor del gas Radon e delle polveri sottili, protetto e certificato da 3 brevetti internazionali – e i due prestigiosi enti universitari.

 

Il trasferimento tecnologico riguarderà un recentissimo sistema di sensing sviluppato dai professori Luigi Rovati (professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia), Giovanni Verzellesi (pro rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria) e Gian Franco Dalla Betta (professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Trento), consentendo lo sviluppo di un sensore ad altissima precisione per la rilevazione del gas Radon, in grado di fornire valori affidabili con tempi di risposta più rapidi rispetto ai detector tradizionali.

 

Il sensore, integrato in tutti i dispositivi targati Radoff, sarà dotato di certificazione rilasciata dall'Istituto Nazionale di Metodologia delle Radiazioni Ionizzanti, ente certificatore che fa capo all'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile).

 

L'obiettivo come già detto, è quello di ridurre l'impatto del gas Radon all'interno degli spazi chiusi, quelli in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, dalla casa ai luoghi di lavoro. Il Radon è un gas radioattivo incolore e inodore, responsabile di oltre 3mila decessi all’anno solo in Italia (fonte: OMS). Nel luglio 2020 anche l'Italia ha recepito la Direttiva 2013/59/Euratom che impone l'obbligo di monitorare il gas Radon e attuare soluzioni di bonifica. Presto sarà attivata su tutto il territorio nazionale con l'obbligo di monitorare la concentrazione di gas Radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro, di attuare soluzioni di bonifica per concentrazioni di radon superiori al livello di riferimento (300 bq/ mc edifici esistenti – 200 Bq/ mc per nuove costruzioni).

 

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