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Le università di Trento e Verona in aiuto della Guardia di Finanza per ideare strumenti di supporto alle indagini

L’obiettivo è molto concreto: costruire strumenti all’avanguardia di supporto alle attività operative e di analisi, realizzare applicativi informatici che possano incrementare ulteriormente l’efficacia e l’efficienza degli interventi ispettivi contro frodi fiscali, truffe, contraffazioni, tutela del Made in Italy, traffico di prodotti petroliferi, contrabbando e non solo

Pubblicato il - 22 luglio 2021 - 17:46

TRENTO. E' stato stipulato oggi a Roma un innovativo protocollo d’intesa tra la Guardia di Finanza e il neocostituito Centro di Scienze della Sicurezza e della Criminalità degli atenei di Trento e di Verona che punta sull’apporto della ricerca universitaria sulle scienze della sicurezza per affinare le metodologie e le strumentazioni investigative in materia economico-finanziaria.

 

L’obiettivo è molto concreto: costruire strumenti all’avanguardia di supporto alle attività operative e di analisi, realizzare applicativi informatici che possano incrementare ulteriormente l’efficacia e l’efficienza degli interventi ispettivi delle unità operative del Corpo, progettare e creare strumenti tecnici di supporto alle indagini.

 

L’accordo ha un ampio raggio d’azione sui principali illeciti economico-finanziari: evasione, elusione e frodi fiscali, truffe, infiltrazione della criminalità nell’economia legale, contraffazione di marchi, traffico di prodotti petroliferi, contrabbando, specialmente di tabacchi. Ci si occuperà anche di tutelare il Made in Italy, il diritto d’autore, la sicurezza dei prodotti.

 

L’accordo, che ha una durata triennale, prevede la costituzione di tavoli di lavoro, composti da docenti del Centro e da militari del Comando Generale e dei Reparti speciali e territoriali della Guardia di Finanza. Il protocollo contempla, inoltre, la possibilità di organizzare incontri e corsi di alta formazione per il Corpo.

 

L’incontro di oggi a Roma è stato anche l’occasione per presentare e lanciare ufficialmente il Centro di Scienze della Sicurezza e della Criminalità, centro interuniversitario che gli Atenei di Trento e di Verona hanno da poco costituito, che riunisce docenti delle due università e che si caratterizza per un approccio esclusivo, perché multi/interdisciplinare, alla ricerca applicata e all’alta formazione su sicurezza e criminalità.

 

 

Nell’Unione europea è una delle rare esperienze di questo tipo assieme all’Institute of Security and Crime Sciences, che si occupa di didattica, e al Jill Dandoo Institute of Security and Crime Sciences, che si occupa di ricerca, dell’University College London, mentre in Italia è l’unica struttura universitaria che raccoglie, integra e fa dialogare tutte le discipline scientifiche che si applicano alla sicurezza e alla criminalità, e cioè criminologia, diritto, statistica, matematica, sociologia, scienze dell’informazione, scienze umane, ingegneria, economia, medicina, psicologia e scienze cognitive, fisica e biologia.

 

"Sono felice che questo Protocollo con la Guardia di Finanza sia il primo atto ufficiale del Centro interuniversitario di Scienze della Sicurezza e della Criminalità appena costituito con l’Università di Verona", ha aggiunto Flavio Deflorian, rettore dell’Università di Trento. "I nostri due atenei hanno fortemente voluto questo Centro per far dialogare in modo stretto le diverse scienze, umane ed esatte, della sicurezza e della criminalità e per rispondere ai bisogni delle istituzioni e del Paese nel settore della sicurezza. Sono certo che le competenze di cui gode il Centro possano contribuire a realizzare nuovi strumenti operativi utili per la Guardia di Finanza e per i cittadini».

 

"La partnership con il Centro interuniversitario di Scienze della Sicurezza e della Criminalità – ha commentato il Capo di Stato Maggiore, Gen. D. Francesco Greco – segna l’avvio di una innovativa forma di condivisione di conoscenze scientifiche e tecnico-operative, che mira ad orientare, in modo sempre più efficace, l’azione di prevenzione e contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, a tutela dell’economia sana del Paese, rafforzando il percorso di innovazione e di digitalizzazione intrapreso dalla Guardia di finanza".

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