Materie prime critiche e strategiche, accordo di 5 anni tra Provincia e Muse per mappare il Trentino: "Una collaborazione per tutelare e valorizzare il territorio"
L'accordo tra Provincia e Muse, con la collaborazione dell'Università di Padova, prevede una mappatura delle conoscenze esistenti, ma anche indagini multidisciplinari, la realizzazione di un catalogo aggiornato e georeferenziato dei giacimenti minerari in Trentino

TRENTO. Al via una collaborazione tra Provincia e Muse per sviluppare attività di studio e di ricerca scientifica sulle risorse minerarie in Trentino con focus sulle materie prime critiche.
Negli scorsi giorni è stato approvato il programma nazionale di esplorazione mineraria. In Italia ci sono 14 progetti di ricerca, con via libera del Comitato interministeriale per la Transizione ecologica. Ai siti di interesse si aggiunge anche la mappatura dei depositi dei rifiuti estrattivi prevista dal progetto Pnrr Urbes.
Come riportato da il Dolomiti (Qui Articolo), le potenzialità del territorio regionale sul fronte dell'approvvigionamento di metalli rari e materie critiche, un dossier sul tavolo del governo da tempo e che ha subito un'accelerazione dopo il Critical Raw Materials Act dell'Ue, sono molte: l'arco alpino è infatti una zona di grande interesse, con parecchi siti potenziali per l'estrazione di sostanze fondamentali in moltissimi settori strategici, dalla difesa allo spazio fino al clima e alla transizione energetica. Sul nostro giornale Paolo Ferretti (Qui Articolo), geologo e mineralista del Muse, aveva tracciato una prima 'mappa' del territorio, evidenziando punto per punto l'eventuale presenza di materie critiche e mettendo in luce i potenziali rischi in particolare sul fronte dell'eventuale impatto ambientale e turistico (Qui articolo).
E in questo ambito rientra l'accordo tra Provincia e Muse, un piano di lavoro della durata di cinque anni, approvato con provvedimento della dirigente del Servizio industria, ricerca e minerario, che prevede attività di studio e ricerca scientifica: una mappatura delle conoscenze esistenti, lo svolgimento di indagini multidisciplinari, la realizzazione di un catalogo aggiornato e georeferenziato dei giacimenti minerari, in sinergia con le attività già avviate in collaborazione con l’Università di Padova.
"Questa collaborazione - dice Achille Spinelli, vice presidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca - punta a consolidare e aggiornare il quadro scientifico esistente, con il coinvolgimento delle migliori competenze, anche grazie al Muse, per valorizzare e tutelare il nostro territorio attraverso la sua attenta conoscenza".
La collaborazione con il Muse, forte di una consolidata conoscenza del territorio provinciale anche in ambito geologico e mineralogico, dotato di laboratori per le analisi sui materiali e in possesso di banche dati, collezioni e documentazione d’archivio e bibliografica, consente di integrare e rafforzare il lavoro di raccolta e di elaborazione dei dati sulle risorse minerarie, comprese quelle classificabili come “critiche”.
L’iniziativa, come anticipato, si inserisce nel quadro normativo europeo e nazionale, introdotto dal recente Regolamento (UE) 2024/1252 (“Critical Raw Materials Act”) e dal decreto-legge 84/2024, che richiede agli Stati membri l’elaborazione di programmi nazionali di esplorazione per le materie prime critiche, e si affianca allo “Studio della distribuzione e consistenza di risorse ascrivibili fra le Materie Prime Critiche nell’ambito della Provincia Autonoma di Trento” già avviato con la deliberazione della Giunta Provinciale n. 1287 di data 19 agosto 2024, in collaborazione con il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova.












