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Fondazione Mach: "Cambia il clima ed i caprioli in Trentino vivono sempre più in alto", lo studio pubblicato su Scientific Reports

Grazie all'analisi degli spostamenti dei caprioli la Fondazione ha scoperto anche il ruolo della memoria degli animali nella ricerca del cibo. Entrambi i lavori di ricerca sono stati pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali 

Di Filippo Schwachtje - 12 aprile 2021 - 12:52

TRENTO. Sono rispettivamente Scientific Reports (del prestigioso gruppo Nature) e Pnas (organo ufficiale della United States National Academy of Sciences) le due importanti riviste scientifiche internazionali che hanno pubblicato gli ultimi lavori di ricerca della Fondazione Edmund Mach, dedicati alla futura distribuzione dei caprioli in Provincia ed al ruolo giocato dalla loro memoria nella ricerca del cibo.

 

Grazie ad oltre vent'anni di dati relativi agli spostamenti degli animali sul territorio, raccolti a partire dal 2000 dall'Università di Padova, ed alle più recenti geolocalizzazioni dell'ente di ricerca di San Michele associati ad una proiezione climatica sviluppata dai dati di Meteotrentino, la Fondazione è infatti riuscita a predire la distribuzione dei caprioli sulle montagne della nostra provincia fino al 2070. Il risultato è chiaro: a causa del cambiamento climatico, il limite delle coperture nevose si troverà a quote sempre maggiori e di conseguenza il capriolo potrebbe finire ad occupare stabilmente zone più alte rispetto a quelle in cui vive attualmente. "Probabilmente - spiegano i ricercatori della Fondazione - i caprioli non avranno più necessità di migrare tra siti stagionali invernali ed estivi". 

 

Lo studio ha riguardato il parco Adamello Brenta e le zone circostanti nelle valli Rendena e Giudicarie ed ha permesso di scattare una fotografia futura della distribuzione dei mammiferi sul territorio. "In modo innovativo e raro - sottolinea Francesca Cagnacci, ricercatrice del Centro ricerca e innovazione Fem - abbiamo utilizzato dei dati di comportamento reali per capire il futuro delle nostre specie di montagna, un ambiente particolarmente esposto ai cambiamenti climatici e agli interventi dell'uomo. Tenere conto delle variabili in gioco ci permetterà di preservare le nostre Alpi, sorgente preziosa di biodiversità alla base della nostra salute".

 

LE FOTO. Le immagini dei caprioli nei boschi trentini catturate dalla Fondazione Mach

Si è svolta in val di Cembra invece la ricerca di dottorato portata avanti tra la Fondazione Mach e l'Università di Harvard di Nathan Ranc, che con l'aiuto dei ricercatori della Fem ha studiato i movimenti di 18 caprioli dotati di radiocollari Gps durante una "manipolazione sperimentale della disponibilità di nutrimento". I risultati dell'esperimento (finiti sulla rivista scientifica Pnas) hanno provato un ruolo fondamentale di un "processo cognitivo basato sulla memoria nelle decisioni di ricerca del cibo" per i caprioli, facendo chiarezza su un aspetto ancora poco chiaro nel processo di sostentamento degli ungulati. 

 

 

 

 

 

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