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Un bambino di 7 anni trova un molosso congelato nella neve a Trento. Il Muse: ''Evento rarissimo. E' un grosso pipistrello dall'aspetto inconsueto''

Il “molosso” è un pipistrello presente nell’Europa mediterranea, in Africa settentrionale e in vaste zone dell’Asia centrale, abitualmente legato agli ambienti rupestri, come falesie affacciate sul mare o pareti rocciose in vallate montane; in tempi recenti si sono intensificate anche le segnalazioni in ambiente urbano

Pubblicato il - 27 gennaio 2021 - 11:33

TRENTO. E' stato trovato un molosso a Trento, un grosso pipistrello dall’aspetto inconsueto: grigio scuro, con grandi orecchie tondeggianti rivolte in avanti, muso con labbra superiori mollemente ricadenti in pliche su quelle inferiori come in un improbabile bull-dog francese, e lunga coda libera e sporgente all’indietro. Rientra tra le poche osservazioni di questo particolare mammifero in Trentino. Non si conoscono sul territorio provinciale, infatti, dormitori o colonie di questo raro chirottero.

 

E' stato Irzio Maiolini di 7 anni a fare la scoperta nella giornata di martedì 26 gennaio nella piazza di Piedicastello a Trento. Il molosso è stato rinvenuto morto, presumibilmente assiderato in conseguenza delle temperature notturne molto basse. E' bastata una rapida consultazione con la Sezione zoologia dei vertebrati del Museo delle scienze (il papà di Irzio, Carlo, lavora al Muse dove fa parte del gruppo di citizen science) per capire che si trattava di un ritrovamento singolare: un esemplare adulto del molosso di CestoniTadarida teniotis, una delle specie di chirotteri meno note del Trentino, probabilmente deceduto a causa del freddo pungente dopo aver abbandonato una soffitta o un qualche anfratto in un edificio storico dove stava ibernando.

 

Il “molosso” (descritto come specie all’inizio dell’Ottocento da un biologo statunitense che lo dedicò alla memoria del naturalista marchigiano del Seicento Diacinto Cestoni) è un pipistrello presente nell’Europa mediterranea, in Africa settentrionale e in vaste zone dell’Asia centrale, abitualmente legato agli ambienti rupestri, come falesie affacciate sul mare o pareti rocciose in vallate montane; in tempi recenti si sono intensificate anche le segnalazioni in ambiente urbano, soprattutto ai piani alti delle vecchie case dei centri storici. 

 

La specie ha preferenze rupicole sia in periodo riproduttivo (quando viene dato alla luce un solo piccolo all’anno, tra giugno e luglio), sia nella scelta dei siti di svernamento, dove passa i mesi freddi in una condizione che, più che una vera letargia, è un profondo torpore, da cui è indotto al risveglio dal miglioramento anche temporaneo delle condizioni meteoclimatiche.

 

In Trentino, però, spiegano gli esperti, il molosso di Cestoni è poco più di un fantasma. Rarissime sono infatti le osservazioni di questa specie nel corso della storia, come riporta anche l’Atlante dei mammiferi del Trentino, prodotto dal Museo delle scienze nel 2019 e disponibile al Muse Shop.

 

"Le notizie riguardanti la presenza della specie in Trentino – confermano dal Museo delle scienze – sono molto scarse e frammentarie: finora non è stato scoperto alcun dormitorio o colonia riproduttiva di questi animali, né sono noti siti stabilmente utilizzati per svernare. Eccezione fatta per qualche esemplare catturato occasionalmente durante l’attività autunnale di monitoraggio della migrazione degli uccelli e inanellamento a scopo scientifico ai valichi del Caset e del Brocon (presumibilmente in migrazione post-riproduttiva 'verticale' da territori montani verso aree invernali più a bassa quota), le segnalazioni nella nostra provincia superano a malapena la decina. Il nostro sfortunato 'mastino con le ali', perito in una notte di mezzo inverno, ci lascia dunque un prezioso dato di presenza svernante, per dipiù in contesto urbano, dove di questa specie si sa ancor meno".

 

Da qui si intuisce l’importanza della citizen science, l’insieme di pratiche che coinvolgono i cittadini nella costruzione del sapere scientifico. Un processo partecipativo che il Muse, dal 2019 membro di Ecsa (Associazione europea di citizen science), sta sviluppando con un portfolio coordinato di attività dedicate, nell’ottica di costruire sia in campo educativo che sociale una scienza intesa come bene comune, democratica, aperta e accessibile a tutti.

 

E' possibile rivolgersi alla sezione di Zoologia dei vertebrati del Muse attraverso il progetto Citizen science "Sos Pipistrelli" per eventuali segnalazioni, per conoscere di più questa specie e su come comportarsi in caso di osservazioni o ritrovamenti (Qui info).

 

"A questo proposito - dicono gli esperti del Muse - si coglie l’occasione per specificare che le specie di chirotteri presenti in Italia non corrispondono alle stesse segnalate in Cina come potenziali responsabili della trasmissione del coronavirus. La loro presenza non deve quindi destare paure ingiustificate. Anzi, questi animali, preziosi bioindicatori, segnalano un buon livello di salute ambientale".

 

Prosegue, inoltre, l’attività del gruppo Facebook Citizen Science MUSE, che ha da pochi giorni superato i mille iscritti: un luogo virtuale dove poter richiedere l'aiuto degli esperti del Muse per tutti i dubbi identificativi relativi a minerali, rocce, fossili, piante e animali.

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