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| 02 nov 2017 | 13:03

'Scacco al tempo', il docu-film di Francesco Moser è pronto. Ecco il trailer

Pagine intense unite al racconto dell'Italia dell'epoca. Una carriera impreziosita dal record dell'ora per il campione più vincente della storia del ciclismo. E ora Francesco Moser diventa anche un documentario, affidato al regista Nello Correale e prodotto dalla trentina Film Work dalla realtà di Luca e Carlo Dal Bosco

di Redazione

TRENTO. "Ho portato le ruote della mia bici ai confini della terra, senza mai dimenticare da dove arrivo", si apre così il trailer di 'Scacco al tempo' e la leggenda di Francesco Moser diventa anche un docu-film realizzato dalla trentina Film Work e sostenuto da Trentino film commissionApt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, oltre che dai marchi storici dello Sceriffo, come Enerevit e Mediolanum.

 

Dopo il libro 'Ho osato vincere' (Mondadori), una sorta di thriller sportivo per 'capire che cosa significhi correre per un'ora con se stessi e contro nessuno. Già il libro di Moser poteva rappresentare un film tratto d'altri tempi e dalla dura realtà. 

 

Pagine intense unite al racconto dell'Italia dell'epoca. Una carriera impreziosita dal record dell'ora per il campione più vincente della storia del ciclismo. E ora Francesco Moser diventa anche un documentario, affidato al regista Nello Correale e prodotto dalla realtà di Luca e Carlo Dal Bosco.

MOSER Scacco al Tempo - Trailer from Andrea Traina on Vimeo.

"Non importa fin dove sono arrivato, sono sempre arrivato qui. Dopo ogni vittoria, come dopo ogni sconfitta", dice nel trailer. Partito da Palù di Giovo, Moser ha conquistato il mondo entrando nell'immaginario popolare e collettivo, questo quanto intende trasmettere il documentario 'Scacco al tempo' perché il ciclista trentino è sempre sulla breccia, anche se non ci sono più vittorie, podi e braccia alzate, ma vino e campagna.

 

Un documentario che non riguarda solo i chilometri di strada divorati nei circa venti anni di carriera, dalla fine degli anni sessanta al ritiro dopo la metà degli anni ottanta per raccontare 'la storia di un ciclista attraverso il volto di un uomo' per raccontare anche la storia dell'Italia, un Paese in ritardo e affamato. 

 

Le riprese sono iniziate in aprile scorso tra Italia, Francia e Olanda. E ancora adesso inforca la bici per partecipare a eventi e manifestazioni, oltre le 273 vittorie, compreso il mondiale, il Giro d’Italia e le tre Parigi-Roubaix consecutive. 

 

 

 

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