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Cavedine, Drena e Ronzo Chienis in Germania. Anche così ''si fa'' l'Europa. La sindaca Benedetti: "Questa è l'identità di gemellaggio''

I primi cittadini dei tre comuni, e altri rappresentanti della comunità della Vallagarina, hanno partecipato all'anniversario di nascita del comune di Buttenheim. Con loro gli altri comuni gemelli di Eggolsheim ed Hallerndorf

Pubblicato il - 30 June 2018 - 16:37

CAVEDINE. Mentre in Europa i governanti litigano e non riescono a mettersi d'accordo ci sono cittadini, sindaci, rappresentanti di piccole amministrazioni che lavorano, davvero, alla costruzione di una vera cultura europea, a un reale senso d'identità comunitaria. Ed è quanto è successo pochi giorni fa a Buttenheim, in Germania. Nel piccolo borgo tedesco, di poco più di 3.300 abitanti, una delegazione di sindaci e amministratori della Vallagarina ha incontrato i primi cittadini delle città gemelle di Eggolsheim, Hallerndorf e Buttenheim. A incontrarli i sindaci Maria Ceschini per Cavedine, Tarcisio Michelottti per Drena, Piera Benedetti per Ronzo Chienis e Stefano Bisoffi per la Comunità della Vallagarina insieme all'assessore Mauro Mazzucchi.

 

Il tutto per partecipare alle diverse iniziative culturali organizzate per festeggiare i 900 anni dalla nascita del paese di Buttenheim situato nel land della Bavier, noto soprattutto per aver dato i natali a Levi Strauss, fondatore del noto marchio di abbigliamento. Dal 4 luglio 2009 è gemellato con Ronzo Chienis. Il patto di unione tra questi due Comuni è nato dalle collaborazioni avvenute a livello scolastico per poi allargarsi a scambi in tema di acqua, energie rinnovabili e turismo. La Sindaca di Ronzo Chienis nel portare il saluto della sua Comunità ha donato al piccolo comune tedesco una bella scultura raffigurante un anemone delle Alpi simbolo di perseveranza ispirato ai magici tramonti sulle Dolomiti e dedicato a chi si impegna a portare avanti i veri valori della vita.

 

"Abbiamo ricevuto – dice la sindaca Piera Benedetti – un'accoglienza straordinaria, siamo stati ospiti nelle loro famiglie che ci hanno accolti con vero spirito di amicizia. Da questa esperienza mi porto a casa il senso più autentico di comunità, di appartenenza e partecipazione. Al corteo c'erano tutti, dai bimbi delle scuole, ai cori, le bande, le associazioni, gli sportivi, i vigili del fuoco. Ma non è stata solo una festa, nel corso dei vari incontri è stato valorizzato il senso dei gemellaggi, tra cui la promozione e lo scambio di esperienze culturali, il dialogo interculturale tra enti pubblici istituzionali e associativi, il sostegno alla mobilità internazionale delle nuove generazioni, le esperienze ambientali, il turismo, l'impegno alla pace e il confronto volto a consolidare l’identità europea. Abbiamo intrapreso un percorso che nasce dal passato e si proietta nel futuro, nel legame di amicizia che diventa ogni giorno più profondo. L’unione tra le nostre comunità rispetta appieno l’idealità del gemellaggio, così come lo intendeva il suo fondatore Jean Bareth, quando scriveva che esso deve essere strumento principe di edificazione della pace".

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