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Dai nomi scomparsi (Cunegonda ed Eustachio) ai cognomi più in voga (Ferrari e Zeni) a quelli ispirati ai cibi: i trentini tra il 1815 e il 1923

Un libro ricostruisce la successione dei nomi e cognomi in provincia a cavallo dell'800. Curiosa la creazione di “giochi di parole” come per esempio Abele Uomo Buono (Centa San Nicolò, 1852), Desiderato Benvenuto (Tione, 1846), Italia Libera (Chizzola, 1917), Italia Redenta (Rovereto, 1919), Italo Trento Liberato (Prada di Brentonico, 1918)

Volontari trentini garibaldini: Adolfo Faconti, Camillo Zancani, Oreste Baratieri, Enoch Bezzi, Francesco Martini, Ergisto Bezzi, Filippo Tranquillini e Giuseppe Fontana
Pubblicato il - 18 aprile 2018 - 20:34

TRENTO. Cunegonda, Clementa, Eustachio, Guidobaldo. Pensate di chiamare così i vostri figli? Gli dareste dei nomi unici in Trentino, scomparsi. Erano nomi in voga tra il 1815 e il 1923 come ha evidenziato la ricerca "Nati in Trentino: 1815-1923, prospettive di ricerca" curata da Katia Pizzini e Chiara San Giuseppe per l'Arcidiocesi di Trento. Nell'indice vi sono 2677 nomi femminili e 2820 maschili che attualmente risultano scomparsi, che non sono portati da nessun residente in Trentino nell’anno 2012 (anno di confronto). Si tratta di nomi come Pacifica (che ricorre per ben 276 volte), di Cunegonda, di Clementa, Bortola e Dalinda, per elencare i primi cinque nomi femminili ormai non più in uso, oppure di Eustachio (266 volte), Omobono, Ottilio, Guidobaldo e Claudiano, sul fronte maschile.

 

Molto spesso, poi, al momento del battesimo, al nato venivano imposti più nomi; in qualche caso, la successione dei nomi è tale, da portare alla creazione di “giochi di parole” come per esempio Abele Uomo Buono (Centa San Nicolò, 1852), Desiderato Benvenuto (Tione, 1846), Italia Libera (Chizzola, 1917), Italia Redenta (Rovereto, 1919), Italo Trento Liberato (Prada di Brentonico, 1918). In due casi la sequenza dei nomi assume un tono insolitamente affettuoso: due bambini, senza alcuna relazione tra loro, furono chiamati Primo Vero Amore e Luigi Primo Vero Amore

 

E poi vi sono i cognomi che all'epoca presentavano moltissime disgrafie e varianti dei quasi 21.000 elencati; di questi 7692 cognomi compaiono una sola volta fra i nati in Trentino, 2681 cognomi sono portati da due persone, 1398 cognomi sono portati da tre persone e 251 cognomi hanno dieci occorrenze; Dal Pez, Danna, Facci, Galas, Galiani, Morandelli, Paina, Passera, Schergna, Selva, Segato, Speccher - tra il 1815 e il 1923 - erano cognomi portati, ognuno, da cento persone; Brigadoi era portato da cinquecento persone; Campregher era portato da 999 persone, preceduto da Turra e Gentilini con 1004 occorrenze.

 

Tra i cognomi "storiciBarbacovi lo avevano 358 persone, Battisti 3427, Bresadola 328 (di cui 263 a Ortisè – Menas, frazione di Mezzana), Canestrini 469, Chini 1792 (di cui 1147 a Torra, frazione di Taio), Cles 5, Clesio 2, Degasperi 2684, Depero 255, Endrici 518, Grazioli 181, Kessler 6, Mattioli 165, Melotti 41, Moggioli 105, Negrelli 13, Oss Mazzurana 12 (2 Oss Mazurana), Orsi 210, Pilati 877, Prati 570, Riccabona 14, Rosmini 40, Tambosi 145, Tartarotti 227, Thun 16 (Thunn 7), Zandonai 660. Non c’erano più Madruzzo.

 

Tutte queste informazioni si trovano in "Nati in Trentino 1815 - 1923" la pubblicazione che contiene una straordinaria quantità di informazioni, da cui partire per sviluppare innumerevoli linee di ricerca: un patrimonio di valore inestimabile articolato in una decina di saggi storici, una ventina di schede trasversali agli argomenti trattati e alcune appendici. Il database dei Nati in Trentino contiene infatti i nominativi di più di un milione e 300 mila persone, a cui sono stati assegnati 20.951 cognomi, 5327 nomi maschili, 5306 nomi femminili.

Il cognome che ricorre più frequentemente è Ferrari (5.988 occorrenze), seguono Zeni (5010), poi Lorenzi (4672), Rossi (4557), Martinelli (4526), Pedrotti (4328), Sartori (4254), Valentini (4041), Moser (3811), Bertoldi (3701). In sostanza, con i primi 500 cognomi si copre la metà dei Nati in Trentino tra il 1815 e il 1923, cioè più di 600.000 persone. Appartengono alla tradizione cristiana, invece, i nomi più diffusi, Giuseppe (52.290 ricorrenze) per gli uomini, Maria (89.947) per le donne, seguiti da Giovanni (47.999) e Luigi (25.782), nonché da Teresa (22.652) e Anna (21.298); un triste primato poi i nomi convenzionali di Neonato (34.175) e Neonata (21.066) coi quali si designavano i bambini e le bambine morti alla nascita, un dato che ben illustra la tragica incidenza della mortalità infantile nel periodo considerato.
 

A tal proposito curiosa una delle strategie onomastiche finalizzate alla creazione del cognome. Viene descritta nei registri dell’Istituto degli esposti, delle partorienti e dell’istruzione delle mammane in funzione dal 1833 al 1870 alle Laste presso Trento. Sui registri che riportano i nominativi dei bambini illegittimi nati all’interno dell’istituto, nel tentativo di garantire l’anonimato della genitrice, si coniarono una serie di cognomi partendo da un determinato alimento. Il criterio venne però rapidamente abbandonato perché tali cognomi furono ritenuti ridicoli, causa di disagio, imbarazzo e contrari all’integrazione sociale dell’esposto.

 

I registri conservati presso l’Archivio Provinciale di Trento, ne attestano la frequenza solamente nel periodo di tempo intercorrente tra l’aprile e il settembre del 1836: fra le denominazioni eccentriche ai neonati privi di identità anagrafica troviamo Zuppa, Pasticcio, Arrosto, Trota, Frittura e Salsa.

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