Guerra in Iran, gli effetti della crisi sulle vacanze degli italiani: “Uno su cinque ha già la valigia pronta, l'87% pensa che aumenterà il turismo domestico”. I dati
I dati di Radar Swg: un italiano su cinque ha già la "valigia pronta" e per oltre la metà degli intervistati il conflitto sta avendo un peso sulla pianificazione delle vacanze estive

TRENTO. Non solo caro carburanti e crisi dei trasporti, non solo le pesanti difficoltà per tutti i settori produttivi legati al petrolio – e ai suoi derivati. Mentre il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran si avvicina alla conclusione – senza un accordo tra le parti all'orizzonte – la crisi in Medio Oriente pare oggi destinata a influenzare pesantemente anche la stagione turistica estiva nei prossimi mesi, con effetti attesi anche sul mercato interno italiano.
Il Dolomiti ne aveva già parlato negli scorsi giorni con Marco Fontanari, presidente dei ristoratori trentini, sottolineando come i timori legati al conflitto potrebbero favorire una maggiore presenza turistica nel nostro Paese, considerata meta più sicura di fronte ai rischi logistici e ai temuti aumenti dei costi di trasporto navali e aerei. Una valutazione che ora sembra confermare l'ultimo report di Radar Swg, dedicato proprio all'impatto della guerra in Iran sulle vacanze. Gli esperti sottolineano infatti come per ben l'87% degli italiani quest'anno il turismo domestico sarà in crescita. Ma procediamo con ordine.
“Quest'anno – scrivono i ricercatori – la pianificazione delle vacanze estive è messa a dura prova dal conflitto in Iran. Le incertezze sui trasporti aerei e navali e l'incremento nei prezzi dei carburanti sta costringendo gli italiani a ripensare la propria programmazione”.
In particolare, un italiano su cinque ha “pronta la valigia”, avendo già prenotato le vacanze estive. Il 22% sta pianificando, ma non ha ancora preparato, il 27% non ha ancora iniziato a preparare e il 31% dice che non andrà in vacanza – o non ha comunque bisogno di prenotare.
“Per circa la metà degli intervistati (57%) – si legge ancora nel report – il conflitto sta avendo un peso sulla pianificazione delle proprie vacanze estive”. Tra questi, nello specifico, il 29% ha confermato di monitorare la situazione in Iran per cambiare eventualmente i propri programmi, il 26% ha escluso a priori mete estere extra-europee o vicine all'area di crisi e il 23% ha deciso di rimanere in Italia per “sentirsi più al sicuro”.
Dati che confermano il quadro dipinto in precedenza: “Gli italiani – continuano da Radar Swg – prevedono infatti un'estate segnata da rincari e disagi sul fronte dei voli e delle prenotazioni, con un certo timore di attentati nelle principali mete turistiche”. In particolare, l'87% degli intervistati si è detto convinto che il turismo domestico crescerà, l'89% ritiene probabile forti aumenti per i biglietti di voli e traghetti e il 53% che ci siano rischi di attentati nelle principali destinazioni turistiche.
“Proprio per questi motivi – aggiungono gli esperti – tutelarsi diventa maggiormente la priorità. In primo luogo, il 64% degli italiani (e l'80% di chi viaggerà all'estero) opta per la 'cancellazione gratuita' last minute. A seguire, il 47% (e il 69% di chi ha prenotato da poco o sta pianificando) si affida ad un'assicurazione di viaggio completa”.
In definitiva: “Il conflitto sta quindi condizionando fortemente le vacanze degli italiani, che tra incertezze e rincari optano per la massima flessibilità, sia nella scelta delle mete che nella gestione dei programmi”.










