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Il questionario dell'Università di Varese conferma: ''La funivia Trento-Bondone va fatta'', Maestranzi: ''E' ora, nel programma del centrodestra in Provincia''

Sono arrivati i risultati dell'indagine dell'Università Carlo Cattaneo. Sono quasi mille le persone che hanno risposto al questionario, il 90% dice "Sì" alla funivia. Maestranzi: "I cittadini chiedono a gran voce il collegamento Trento-Bondone"

Di Luca Andreazza - 25 novembre 2018 - 03:14

TRENTO. Quasi mille risposte, 971 per la precisione, al questionario di domande sviluppate da un gruppo di studenti della Liuc-Università Carlo Cattaneo in provincia di Varese (Qui articolo). E tra le indicazioni principali quelle che il grande impianto Trento-Vason s'ha da fare, almeno per il 90,2%.

 

"In generale - commenta Dario Maestranzi, consigliere comunale in quota Patt e delegato al Bondone - ci conforta il risultato di gradimento sulla funivia. Questo rafforza la convinzione che questa opera potrebbe valorizzare la città e la sua montagna: un'infrastruttura che avvicina Trento al resto d'Europa e non solo al suo patrimonio naturale".

 

Non è l'unica indicazione da questo questionario. Il 77,9% delle risposte proviene da residenti a Trento e questo spiega anche il dato per il quale il 99,1% conosce già il Bondone. Alto in questo senso il 66,6% che sceglie questa montagna per le vacanze (rientrano anche le escursioni), mentre il 23,7% per salute e il 9,7% per lavoro. Un altro dato è quello della raggiungibilità, il 92,5% dichiara di arrivare sull'Alpe di Trento in auto: marginali gli altri mezzi come il bus. 

 

Una funivia che deve essere finanziata per il 67,8% dalla partnership tra pubblico e privato, mentre il 22,3% ritiene che il progetto deve essere totalmente in capo alla pubblica amministrazione e il 9,9% a carico esclusivamente dei privati. E il grande impianto dovrebbe prevedere corse più frequenti durante il giorno, ma in diminuzione di sera e notte (71,7%). Il 77,4% afferma che se la funivia fosse in funzione la utilizzerebbe.

 

Se si analizza la domanda "Quanto sarebbe disposto a pagare un biglietto per la tratta Trento-Vason?", il più generoso si spinge verso i 30 euro, mentre la maggior parte si attesta intorno ai 10 euro, una media di 5 euro a tratta. "I dati sono interessanti e in linea con il ragionamento dell'amministrazione. Il costo del biglietto anche presenta spunti utili - aggiunge Maestranzi - senza dimenticare abbonamenti, pacchetti famiglia, combinazioni con skipass e Muse. Il prezzo del ticket non deve rappresentare un lato debole, non deve disincentivare l'utilizzo della funivia, che nel questionario verrebbe utilizzata tutto l'anno e tutto il giorno".

"Si deve chiarire un elemento fondamentale - prosegue il consigliere comunale - il Bondone ha un valore inespresso, un luogo di qualità ambientale e bellezza paesaggistica. Spesso ci dimentichiamo di questa realtà, che tutti gli studi o le indagini invece ci ricordano: le persone che visitano la montagna di Trento ritornano a casa con la certezza di un luogo bellissimo".

 

L'obiettivo futuro è quello di mettere in collegamento Trento e il Bondone: "Se uniamo queste bellezze - evidenzia il delegato - l'effetto è quello di esaltare i punti di forza di entrambe le componenti. Questo questionario deve essere preso nella giusta considerazione, ma rappresenta fedelmente i nostri riscontri: i cittadini di Trento ci chiedono a gran voce di valorizzare la montagna e il punto di partenza è la funivia".

 

Un discorso ormai che si avvicina al secolo di storia. "I tempi sono maturi. Se copiamo i modelli finanziari e gestionali usati ovunque - conclude Maestranzi - siamo convinti che sarebbe un'opera che migliorerebbe la qualità della vita dei cittadini e che produrrebbe ricadute economiche e occupazionali molto importanti. Il Comune di Trento deve inserirla nel Prg e la Provincia deve far pervenire una proposta tecnico-finanziaria partendo dal lavoro già fatto di Trentino Sviluppo: la coalizione di Fugatti ha dato notevole visibilità in questa opera nel suo programma. Ci sono tutti gli elementi per andare fino in fondo: intenzioni politiche e gradimento popolare".

 

"Questo questionario - commenta Sofia Ansaldi, tra gli autori del lavoro insieme a Rossana Santonicola, Sofia Brunella e Riccardo Moroni - è stato predisposto per il superamento di un esame di Metodi quantitativi per economia, finanza e management: l'intento è quello di capire l'opinione dei cittadini in merito alla funivia, ma anche le conseguenze in termini di indotto turistico e impatto ambientale". 

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