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Sempre più vecchi con sempre meno figli. Gli ottantenni superano i neonati ma il Trentino Alto Adige resta al top per le nascite

Tra i dati sempre più drammatici del Paese, Bolzano e Trento restano i luoghi dove le donne hanno più figli (rispettivamente 1,74 e 1,49). I maschi trentini sono quelli del nord che hanno figli più tardi (35,8 anni). I nomi più diffusi in Italia tra i neonati sono Francesco e Sofia, in Trentino e Alto Adige cambiano

Di Luca Pianesi - 09 dicembre 2018 - 16:56

TRENTO. Sempre più vecchi, sempre con meno bambini in uno Stato che è l'unico in Europa ad avere più ottantenni che nuovi nati. Pochi giorni fa sono stati pubblicati i nuovi dati Istat sulla natalità e il quadro che emerge per l'Italia è davvero allarmante. Tra il 2016 e il 2017 i bambini sono diminuiti di oltre 15 mila unità mentre sono quasi 120 mila in meno i nuovi nati rispetto al 2008. ''La fase di calo della natalità innescata dalla crisi avviatasi nel 2008 - spiega senza mezzi termini l'Istat - sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali''.

 

Il primato dei livelli più elevati di fecondità spetta al Nord (1,37 nel Nord-ovest e 1,38 nel Nordest), e a trainare sono soprattutto le Province di Bolzano e Trento (rispettivamente 1,74 e 1,49) e in Lombardia (1,39). ''Al Centro e nel Mezzogiorno - scrive l'Istat - i livelli di fecondità sono molto vicini (1,27 e 1,29) ma, rispetto all’anno precedente, il Mezzogiorno è rimasto pressoché stabile mentre al Centro il numero medio di figli per donna è sceso da 1,31 e 1,27. A livello regionale, la Sardegna presenta il più basso livello di fecondità (1,06), ancora in diminuzione rispetto al 2016 (1,07)''. La media nazionale è di 1,32

 

Uno dei veri e grandi temi che la politica dovrebbe affrontare con sempre maggiore insistenza, ogni giorno, con sempre nuove proposte e attenzione, quindi, sarebbe proprio quello della natalità. Il Paese invece applaude a ulteriori sforamenti del debito per riuscire ad abbassare le età delle pensioni e l'unica ipotetica soluzione (che a questo punto non si sa più se è stata una boutade o una proposta seria) lanciata negli ultimi mesi sarebbe stata quella di regalare della terra a chi fa il terzo figlio. Terzo figlio che è sempre più raro in un nucleo familiare e ormai anche gli stranieri, che negli ultimi anni hanno tenuto in piedi il ricambio generazionale, sono a loro volta in calo (anche se resterebbero comunque soprattutto loro a poter fruire della proposta lanciata dal governo M5S-Lega). Le donne italiane, infatti, ormai hanno in media 1,24 figli, le straniere che vivono in Italia 1,98

 

In generale, comunque, ''le donne residenti in Italia - scrive l'Istat - hanno accentuato il rinvio dell’esperienza riproduttiva verso età sempre più avanzate; rispetto al 1995, l’età media al parto aumenta di oltre due anni, arrivando a 31,9 anni; in misura ancora più marcata cresce anche l’età media alla nascita del primo figlio che si attesta a 31,1 anni nel 2017 (tre anni in più rispetto al 1995). Le regioni del Centro sono quelle che presentano il calendario più posticipato (32,3 anni) insieme a Basilicata e Sardegna (rispettivamente 32,7 e 32,5 anni). In Trentino le donne partoriscono in media intorno ai 32 anni (nel 1995 era intorno ai 30,4 anni), a Bolzano ai 31,7 (nel '95 era 30).

 

I maschi trentini, invece, sono tra i più ''tardi'' nel fare figli. Se la media nazionale è di 35,4 anni, i trentini in media lo hanno a 35,8 anni, il dato più alto nel Nord Italia (pareggiano, invece, con marchigiani e laziali e fanno meglio solo dei lucani, dei molisani e dei sardi, tutti sopra i 36 anni).

 

A livello italiano i nomi preferiti per i nuovi nati, anche nel 2017, si confermano Francesco e Sofia. In Trentino vince Leonardo per i maschi e Sofia per le femmine, mentre in Alto Adige (caso unico in Italia) Samuel e Emma.

 

Interessante, infine, un confronto elaborato con i dati Eurostat (Fonte neodemos) che permette di paragonare i Paesi europei mettendo in relazione quanti sono gli ultraottantenni con coloro che non hanno ancora compiuto il primo anno di età. L'Italia, in questo senso è il Paese europeo con il dato più basso (e quello qui sotto è riferito all'1.1.2017, quindi non con i dati aggiornati di questi giorni che sono ancora in calo). In Irlanda, per esempio, si hanno 3 nati per ogni ultraottantenne, in Svezia e Regno Unito 2 nati per ogni ultraottantenne, in Italia il rapporto era di 1 a 1, ma con l'ulteriore calo di nuovi nati è entrato in un cono d'ombra negativo.

 


 

Ma le nuove generazioni, si sa, non votano. E se l'Italia si ritrova con una popolazione con un'età media di 45,2 anni è presto detto perché la politica pensa più a come fare ad anticipare l'età delle pensioni invece che a come creare crescita per puntare sui suoi rari giovani.   

 

 

 

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