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Trento Film Festival, trionfa il commovente ritratto transgender. Questa sera la premiazione tra le spille del ''Dolomiti Pride''

Vince il premio più ambito "Señorita Marìa" storia di una 45enne boliviana che combatte il pregiudizio. Il tutto nell'anno del Dolomiti Pride al quale il presidente Rossi ha negato il patrocinio. Intanto la sua Val di Sole scende in prima linea con tre iniziative contro l'omofobia

Di Cinzia Patruno - 05 maggio 2018 - 14:15

TRENTO. Il coraggio di essere se stessi ha trionfato nella 66esima edizione del Trento Film Festival. Con l'avvicinarsi del Dolomiti Pride, la Genziana d'oro 2018 come Miglior film la ottiene il commovente ritratto transgender "Señorita Marìa, la falda de la montana", la storia di una donna nata ragazzo, che è anche un grande sì alla narrazione del diverso, del gay, del trans. La giuria internazionale si unisce in un coro contro l'omofobia.

 

"Quest'anno – racconta il presidente del Trento Film Festival Leveghi – i film premiati sono grandi storie e grandi riflessioni". E non è un caso che abbia trionfato, aggiudicandosi il premio più ambito, la splendida storia e profonda riflessione sulla vita di Miss Marìa Luisa, una quarantacinquenne nata uomo che vive a Boavita, in Colombia.

 

"Boavita è un villaggio rurale, conservatore e cattolico incastonato nelle Ande e congelato nel tempo", recita la trama. Miss Marìa Luisa combatte qui ogni giorno contro la discriminazione e i conflitti di genere e identità ma lo sguardo del regista va ben oltre e porta il pubblico a scoprire un'amara storia familiare. L'incredibile protagonista si muove con delicatezza attraverso l'odio degli abitanti del suo paesino che ci rimanda ad una realtà che non è troppo distante da quella che viviamo ogni giorno qui.

 

E' questo che ha spinto la Val di Sole ad interrogarsi sulle tematiche dell'accettazione in vista del Dolmiti Pride che si terrà a Trento il 9 giugno prossimo, manifestazione a cui è stata negato il patrocinio provinciale dal presidente Rossi, orgoglioso solandro.

 

Proprio "in Val di Sole la tematica dell’omosessualità è generalmente affrontata con superficialità - spiegano gli assessori alle politiche giovanili di Ossana e Malè Laura Marinelli e Daniele Gosetti -. Se ne parla troppo spesso con pregiudizi e disinformazione diffondendo con leggerezza una cultura, a volte velatamente a volte esplicitamente, omofobica che considera l’omosessualità una sfortuna se non peggio una malattia". D'altronde, lo stesso presidente Rossi nel negare il patrocinio all'evento aveva constatato che la parata in programma "assume un aspetto più di folclore e di esibizionismo" (Qui articolo).

 

Per lanciare il semplice ma (pare) necessario messaggio che non c'è niente di cui avere paura, i due assessori e referenti del piano giovani di zona hanno lanciato un programma di tre iniziative nel mese di maggio per sensibilizzare gli abitanti della Val di Sole. Intanto, gli organizzatori del Dolomiti Pride si muovono alacremente per spingere l'attesa manifestazione, ottenendo consensi inaspettati. E' così che è arrivata a campeggiare sul loro profilo Facebook la foto del sorridente Premio Strega 2017 Paolo Cognetti, giurato nella 66esima edizione del Trento Film Festival, che mostra orgoglioso la sua spilla arcobaleno.

 

 

Spille che ci saranno anche questa sera nella sala del cinema Vittoria dove avverrà la premiazione di "Señorita Marìa" e degli altri film vincitori. Un no all'omofobia e un plauso alla scelta della giuria internazionale del 66esimo Trento Film Festival. E chissà che alla premiazione non si presenterà anche il presidente Rossi. Sarebbe un'occasione per capire che certi temi col folclore e l'esibizionismo poco c'entrano e che per superare la "montagna dei pregiudizi" prima di tutto bisogna conoscere. Il presidente Rossi ha dimostrato che c'è ancora tanta strada da fare in questo senso. Il Film Festival che di montagne se ne intende, invece, anche questa volta ha indicato la strada per raggiungere la vetta

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