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Fra Natale e Capodanno gli italiani metteranno in tavola 4,7 miliardi di euro. Circa 70 milioni le bottiglie pronte per essere stappate

L’indagine è stata condotta da Confcooperative che però mette in guardia “dall’effetto Grinch”, infatti all’Italia del rancore è subentrata quella della paura e dell’egoismo: “Gli italiani più portati a spendere per sé che per gli altri”

Grand Budapest Hotel (2014), Wes Anderson
Di Tiziano Grottolo - 25 December 2019 - 11:15

TRENTO. Gli italiani quando si tratta di cibo non badano a spese e quest’anno confermano la tradizione: per pranzi e cenoni di Natale infatti si spenderanno 2,7 miliardi di euro, mentre per Capodanno ne verranno spesi quasi altrettanti, più precisamente 2 miliardi. Per una spesa complessiva che si aggirerà intorno ai 4,7 miliardi.

 

La cifra fa segnare un saldo positivo rispetto lo scorso anno, 100 milioni in più, per avere un raffronto cene e pranzi assorbiranno il 13,1% delle tredicesime che nel 2019 hanno sfiorato i 36 miliardi (più 800 milioni rispetto al 2018). Questo aumento delle tredicesime però non spingerà i consumi “e non solo per lo 0,5% di inflazione – spiegano gli esperti di Confcooperative – all’Italia del rancore è subentrata l’Italia della paura e dell’incertezza che ha meno speranza per il futuro visto l’aumento della povertà e dell’instabilità politica”. Questo almeno quanto emerge dall’indagine condotta dal Centro Studi di Confcooperative.

 

Non è un caso che una fetta importante della tredicesima sarà destinata al risparmio (9,1 miliardi rispetto agli 8,8 dello scorso anno). Ciò significa, in linea generale, che avremo una polarizzazione dei consumi tra l’Italia che può sostenere delle spese anche effimere e di lusso e chi deve fare i conti con le difficoltà quotidiane tra tasse e spese correnti.

 

Attenzione “all’effetto Grinch”, perché a prevalere sarà l’egoismo con gli italiani più portati a spendere per sé, piuttosto che per gli altri. Nel carrello troveremo dunque: viaggi, benessere, raffinatezze sulla tavola, ma aumenta il numero delle persone in difficoltà e che imbandiranno le tavole all’insegna dell’austerity. Mai come quest’anno i giorni dedicati al Black Friday sono stati l’occasione per anticipare i regali di Natale per parenti e amici, risparmiare il più possibile e conservare per sé l’extra pocket disponibile. Anche in cucina si pensa al risparmio, tra gli under 40 saranno 3 italiani su 10 quelli che acquisteranno in anticipo e congeleranno oppure acquisteranno l’online per un risparmio del 15-20% rispetto alla spesa fatta nei giorni della vigilia.

 

In tavola comunque verrà privilegiato il Made in Italy con le sue eccellenze: 9 italiani su 10 che trascorreranno il Natale in casa, dato in linea con gli scorsi anni, mentre a Capodanno, complici le partenze e i cenoni fuori porta, saranno 5 su 10 gli italiani che aspetteranno a casa il rintocco della mezzanotte per brindare al 2020. Dato questo in flessione rispetto allo scorso anno, così come lo era già il 2018 anno rispetto al 2017.

 

Le bollicine italiane si confermano le immancabili superstar dei cenoni con oltre 70 milioni di tappi pronti a saltare da bottiglie di spumante e prosecco Made in Italy: un +10% rispetto allo scorso anno. Gli italiani continuano a preferire le bollicine di casa nostra a quelle d’oltralpe, mentre spumanti e prosecchi battono lo champagne anche questa volta.

 

Per il menù di Natale, in pole position le eccellenze nostrane: vongole e frutti di mare per i primi piatti (110 milioni di euro); pesce per i secondi piatti (455 milioni di euro); carne, salumi e uova (530 milioni di euro); vini, spumanti e prosecchi (440 milioni di euro); frutta, verdura e ortaggi (410 milioni di euro). Pasta, pane, farina e olio (225 milioni di euro). Non mancherà il tagliere dei formaggi freschi e stagionati italiani (115 milioni). Chiuderà il paniere il ricco carrello dei dolci composto da panettone e pandoro in primis, oltre alle tantissime specialità dolciarie regionali (420 milioni di euro).

 

E se gli italiani sono concordi sul cosa portare in tavola, diverse le scuole di pensiero in cucina. Tra gli over 50 vincono le ricette tradizionali o di famiglia. Tra i più giovani spopolano blog e app per cercare la ricetta d’effetto: crudi con avocado, rombo in crosta di cacao; risotto gamberi e liquirizia; filetti di pesce con mele e uva bianca.

 

Sullo sfondo però emerge un dato inquietante: oltre 2 milioni di famiglie vivono in assoluta povertà e non potranno permettersi di passare un Natale in tranquillità. “Resta fondamentale – sottolinea Confcooperative – individuare risorse e misure di contrasto alla povertà, Rei e Reddito di Cittadinanza, seppur con finalità diverse, non hanno ancora sciolto i problemi”.

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