Coronavirus, Papa Francesco: “Invece di lamentarci delle restrizioni, aiutiamo gli altri”
Dall’angelus della quarta e ultima domenica di avvento, Papa Francesco invita a fare passi concreti verso il Natale, per non farci “sequestrare” la festa dal consumismo

ROMA. Giorni rumorosi, questi che ci separano dalla celebrazione del Natale. Giorni di incertezza, di lamentele, di corse all’ultimo regalo. I pensieri delle persone sono occupati dall’organizzazione del pranzo con amici o parenti e dal capire come districarsi tra i meandri delle varie normative. Certo, tutti vorremmo poter stare con i nostri cari, sperando che questo Natale non sia segnato dall'emergenza sanitaria, ma Papa Francesco ricorda: "Invece di lamentarci delle restrizioni e di quello che la pandemia ci impedisce di fare, aiutiamo gli altri”.
L’Angelus della quarta e ultima domenica di avvento, infatti, ha portato in piazza San Pietro il racconto dell’annunciazione, in cui Maria riceve, dall’arcangelo Gabriele, la notizia dell’arrivo del Messia per tramite del suo grembo. “Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù - frase che, come ricorda il Papa - non è solo però portatrice di gioia”.
A quei tempi infatti, concepire un bambino fuori dal matrimonio poteva portare alla lapidazione, ma quello che fece Maria fu accettare Dio, aderire a lui, senza giudizio. Un “sì” che le ha fatto rischiare la vita e che il Pontefice ha voluto ricordare come gesto di donazione verso l’umanità, invitandoci a dire il nostro sì, coraggioso e pronto al Signore, facendo passi concreti verso il Natale: “Facciamo qualcosa per chi ha di meno. Non l'ennesimo regalo per noi e per i nostri amici, ma per un bisognoso a cui nessuno pensa" suggerisce così il Papa dal Vaticano.
Un appello a non farci travolgere dal consumismo quindi, da quella frenesia di fare cose, e per “non farci sequestrare il Natale", sottolinea ancora il Papa. Un invito poi, quello che viene dalla finestra dello studio del Pontefice, ad approfittare delle restrizioni dettate delle normative "per purificare il modo di vivere le feste, rendendolo così, più religioso e vero”.



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