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ICity Rank 2020, la classifica delle città più digitali d'Italia: Trento all'ottavo posto

Trento ottiene l'ottavo posto tra le città più digitalizzate d'Italia. La ricerca di Fpa che ha contribuito a realizzare la classifica tiene conto di otto indicatori che concorrono a costruire l'indice di trasformazione digitale. Trovata anche una correlazione tra Coronavirus e digitalizzazione

Di Mattia Sartori - 16 dicembre 2020 - 12:35

TRENTO. L’emergenza Coronavirus ha messo in pausa molti aspetti della vita “normale”, ma altri sono stati accelerati. Tra questi spicca sicuramente la digitalizzazione delle città, un processo che ha subito una grande spinta negli ultimi tempi. Trento, secondo il rapporto ICity Rank 2020 di Fpa, è riuscita a distinguersi come una delle migliori in questo campo.

 

Il primato lo conquista Firenze, che diventa il capoluogo più digitale d’Italia, seguita da Bologna, Milano, Roma, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia. Il capoluogo trentino infatti si colloca nelle prime dieci città più digitalizzate d’Italia, più precisamente all’ottavo posto, distinguendosi per quanto riguarda la disponibilità di app municipali, categoria dove guadagna il primo posto. Dunque un buon risultato per la città, che conferma le buone prestazioni dell'anno scorso anche se scivola indietro dal sesto posto del 2019 (Qui articolo). 

 

Interessante vedere come l’emergenza abbia inciso sul processo di digitalizzazione. Secondo i dati raccolti le città che più hanno sofferto dal punto di vista della pandemia hanno avuto una specie di “reazione digitale”. Infatti cinque tra le prime sette città per incremento di decessi si trovano nelle prime trenta posizioni della graduatoria. Un buon esempio è quello di Bergamo che, dopo aver riscontrato un aumento di oltre l’ottanta per cento dei decessi rispetto all’anno scorso, si è posizionata al sesto posto nella classifica di Fpa.

 

La ricerca è stata svolta durante tutto il 2020, osservando le performance dei 107 comuni capoluogo sulla base di otto indicatori: accessibilità online dei servizi pubblici, disponibilità di app di pubblica utilità, adozione delle piattaforme digitali, utilizzo dei social media, rilascio degli open data, trasparenza, implementazione di reti wifi pubbliche e tecnologie di rete intelligenti. L’indice di trasformazione digitale è ottenuto facendo la media aritmetica tra gli otto indicatori precedenti.

 

Purtroppo la digitalizzazione non ha raggiunto tutta Italia allo stesso modo: dalla graduatoria emerge una chiara disparità tra Nord e Sud, con molte città settentrionali che dominano la classifica, mentre molte di quelle meridionali rimangono indietro. Da notare soprattutto il caso delle ultime otto posizioni, tutte città del Sud classificate come “ritardi critici”. Gianni Dominici, direttore generale di Fpa, afferma: “Chi si trovava già a uno stadio avanzato, come le città metropolitane e molti comuni del Nord, ha confermato i progressi, ma arrivano segnali confortanti anche da aree meno mature dal punto di vista digitale, con quattro città del Sud che hanno segnato notevoli passi avanti, entrando nelle prime venti classificate”.

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