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Le gare sono annullate ma due runner decidono di inventarsi la loro, correndo 110 chilometri in 25 ore attorno al Comune di Ala. "Stiamo già progettando la prossima impresa"

Due alensi hanno deciso, in mancanza di gare di corsa causa Covid, di "inventarsi" il proprio circuito, imbarcandosi in una difficile impresa attorno al Comune di Ala. Dallo Zugna e la Lessinia, Matteo Crivellaro e Sandro Zomer sono così scesi in valle, per poi risalire sull'altro lato della valle, su fino all'Altissimo. Un'avventura di 110 chilometri e 25 ore di corsa. "Stiamo già progettando la prossima"

Di Davide Leveghi - 29 giugno 2020 - 20:20

ALA. Un anello di 110 chilometri e 5600 metri di dislivello nel Trentino meridionale. È questa l'impresa centrata da due alensi, Matteo Crivellaro e Sandro Zomer, appassionati runner che impossibilitati dagli annullamenti della gare causa Covid hanno deciso di inventarsi il proprio percorso, mettendosi alla prova in un'avventura sulle due sponde della Val d'Adige.

 

Da Chizzola di Ala, infatti, i due amici, praticamente vicini di casa accomunati dalla passione per la corsa in montagna, sono saliti sul monte Zugna, addentrandosi verso le Piccole Dolomiti e la Lessinia, per poi scendere in valle, “scavallare” il fiume e salire su verso l'Altissimo. E ancora giù, passando per Brentonico e giungendo a casa, nella frazione di Ala, dopo quasi 25 ore di corsa.

 

 

Siamo alla ricerca di nuove avventure – raccontano – visto che per quest'anno tutte le gare sono state annullate. Abbiamo cercato di svolgerle tra noi, cercando nuovi stimoli e imbarcandoci in questa impresa impegnativa. Volevamo fare qualcosa che nessuno avesse mai fatto e così abbiamo praticamente fatto il giro del Comune di Ala, passando dalla Lessinia al Monte Baldo”.

 

Partiti venerdì sera da Chizzola di Ala, Crivellaro e Zomer si sono avventurati verso lo Zugna, dando avvio al “circuito” concluso circa 25 ore dopo. “Siamo partiti alle 21 di venerdì, dopo lavoro, arrivando a un quarto alle 22 di sabato. Sono state circa 25 ore di corsa, in un gran caldo. Per questo siamo stati assistiti dalla compagna di Sandro, Viviana, che ci ha rifocillato in piazza a Sabbionara, oltre che dai gestori delle malghe, tra cui Paolo, gestore di malga Zugna, che ci è venuto incontro con dell'acqua”.

 

Saliti sullo Zugna, i due, membri di associazioni che si dedicano alla corsa come GenteFuoriStrada e Maratonabili, hanno compiuto un giro sulle montagne della Lessinia per poi prendere la strada verso valle e risalire dall'altra, su verso San Valentino e il monte Altissimo. “La prima salita è stata quella su per lo Zugna – raccontano – per cui ci sono volute circa 2 ore e mezza. Il gestore ci è venuto incontro con l'acqua, è stato gentilissimo. Poi ci siamo mossi verso Passo Buole, siamo saliti su fino alla Capanna Sinel, dove eravamo stati qualche ora prima per lasciare viveri e acqua, e da lì al rifugio Fraccaroli”.

 

“Sempre su strade normali siamo arrivati allora al rifugio Pertica, per poi risalire su in Malera passando da San Giorgio. A quel punto siamo scesi in località Sega di Ala, facendo la tanto celebre salita per i ciclisti in discesa. Qui ho avuto la mia bella crisi di sonno – aggiunge ridendo Crivellaro, a cui fa subito eco l'amico – ma con l'alba in montagna cambia tutto, ci si ripiglia con quella brezza, che vorresti incamerare per rinfrescarti quando sei sotto il sole”.

 

 

“Con il meteo favorevole – continuano – siamo arrivati a Sabbionara. Qui ci siamo rifocillati prima di salire per il sentiero dietro il castello fino in Polsa, a San Valentino e su per l'Altissimo. Nell'ultima salita, di 700 metri, eravamo alle strette, ma stringendo i denti siamo poi scesi a Brentonico e da lì di nuovo a Chizzola, a casa”.

 

Con lo zaino pieno solo dell'indispensabile, qualche barretta energetica e dell'acqua, che però si consumava velocemente a causa del caldo, Matteo e Sandro sono così arrivati tutti interi, stanchi ma felici al punto di partenza. “Abbiamo talmente bruciato le tappe che in certi casi arrivavamo al rifugio quando era ancora troppo presto per mangiare. È stato entusiasmante, molto bello, da una parte come dall'altra della valle, sulle nostre bellissime montagne. Per fortuna – aggiungono sorridendo – non ci siamo imbattuti né in orsi né in lupi”.

 

 

I due appassionati runner (nella vita un giardiniere ed un pavimentista), però, conclusa l'avventura già pensano alla prossima. “Stiamo già progettando qualcosa di tosto – chiosano – e visto che in montagna non sai mai cosa può accadere, l'importante è provarci”.

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