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Nove progetti per far decidere con chi, dove e come vivere. Con Etika 30 disabili alla conquista di autodeterminazione e autonomia

Etika, offerta gas e luce di Cooperazione trentina e Dolomiti Energia, finanzia anche quest'anno 9 progetti con 450mila euro per sostenere 30 persone affette da disabilità in un percorso di acquisizione dell'indipendenza e distacco dal nucleo familiare. Il presidente Roberto Simoni: "Osservatorio di bisogni speciali"

 

Pubblicato il - 28 ottobre 2020 - 13:21

TRENTO. Nove progetti per sostenere 30 persone affette da disabilità, accompagnandole in scelte di vita decisive per acquisire una propria indipendenza. È questo il senso dell’iniziativa che Etika, l’offerta luce e gas ideata da Cooperazione trentina con Dolomiti Energia, ha finanziato con ben 450mila euro, integrando un percorso cominciato già qualche anno fa e che ha finora coinvolto 70 persone.

 

Dove vivere, con chi e come, per raggiungere l’autodeterminazione e l’autonomia, in equilibrio con le famiglie d’origine. Questo è il nucleo dei 9 progetti che hanno visto impegnate le cooperative sociali Anffas, Cs4, Incontra, Il ponte, Iter e La Rete, presentati nella mattinata di mercoledì 28 ottobre dal presidente della Cooperazione trentina Roberto Simoni, dall’amministratore delegato di Dolomiti Energia Marco Merler, dal presidente della Fondazione Demarchi Piergiorgio Reggio e da Carlo Francescutti, già responsabile scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla disabilità.

 

“Le iniziative finanziate – illustrano Reggio e Francescutti, membri del comitato scientifico che si occupa di valutare e selezionare i progetti – segnano un cambio di passo rispetto ai modelli di servizi residenziali ancora oggi dominanti. Alcuni progetti sono stati elaborati in continuità e completamento di precedenti, mettendo le basi di una vera e propria filiera dell’abitare inclusivo”.

 

Ambientati in diversi contesti territoriali, da Trento a Rovereto, dall’Alto Garda alle Giudicarie, da Ledro alla Valsugana, tutti i progetti si basano su un pilastro ben saldo: l’idea che anche le persone con disabilità abbiano il diritto di scegliere con chi e dove vivere e che debbano essere sostenute in questa scelta tanto importante per la vita di ognuno, superando così una logica meramente assistenzialistica. Le azioni educative delle cooperative sono pertanto finalizzate a sostenere l’acquisizione e il potenziamento di abilità propedeutiche alla vita autonoma sia in casa che fuori.

 

La cura di sé, la cura dell’abitazione, la sicurezza stradale, l’uso delle nuove tecnologie, sono tutti elementi che sostanziano questa indipendenza da conquistare e da sostenere, in progetti che, a seconda della cooperativa, si declinano in maniera distinta, coinvolgendo nondimeno persone con diversi tipi di disabilità, differenti età, abilità, autonomie e situazioni familiari.

 

Tra le 30 persone coinvolte ci sono giovani che stanno concludendo il percorso scolastico, lavoratori part-time e altri ancora che frequentano centri di socializzazione. La maggior parte di loro vive con i genitori, mentre qualcuno si trova in comunità residenziali. Alcuni intrattengono forti legami d’amicizia tra loro, altri legami sentimentali. Molti desiderano andare a vivere assieme e c’è chi vive l’idea del distacco con attesa e chi con paura e disorientamento.

 

Ma in cosa consistono i singoli progetti? Quello di Anffas Trento, ad esempio, prevede la costruzione di percorsi personalizzati e condivisi per i giovani finalizzati ad una vita autonoma, con prove di coabitazione con altri amici e formazione quindi di nuclei abitativi in distacco dalle famiglie di origine. Chiamato “Ultimo miglio”, questo progetto cerca di fondare una libera scelta di andare a vivere assieme.

 

Nell’iniziativa di Cs4, invece, “Pensiamo da adulti” propone un’esperienza abitativa con cui la persona disabile si pone come risorsa della comunità, programmando azioni di avvicinamento e conoscenza con le persone che compongono il quartiere. L’idea è di favorire processi spontanei di scambio, integrazione, prossimità e conoscenza.

 

Prove di volo” e “Dal sollievo all’autonomia” sono i progetti della cooperativa Incontra, con cui nel primo caso 5 giovani vengono accompagnati in un percorso di autonomia condiviso con le famiglie e nel secondo dando a chi ha già avuto esperienze di distacco la possibilità di compiere il passo decisivo.

 

La casa di Pietro” è un progetto dedicato ad un 21enne con gravi disabilità intellettive, assenza di linguaggio verbale, problemi di equilibrio e difficoltà di coordinamento motorio che da parte sua ha però espresso un grande desiderio di autonomia. La sfida è complessa, ma Pietro e la famiglia hanno dimostrato grande tenacia nel volerla affrontare, così come avvenuto con “Trento home”, altro progetto sempre della cooperativa La Rete con cui 3 persone con disabilità sperimentano la convivenza, nel tentativo di sostenersi vicendevolmente e creare un nucleo abitativo.

 

Le cooperative Il Ponte e Iter hanno presentato poi il progetto “Io domani 2.0”, con cui 3 persone con disabilità intellettiva cercano di coabitare. La proposta si dirige in questo caso a persone con un’età già avanzata. “Io domani 3.0” cerca invece di offrire una simile opportunità a 4 persone con disabilità intellettiva affiancando anche la possibilità di svolgere un lavoro o un’occupazione che permettano una maggiore indipendenza.

 

Da ultimo, infine, c’è “Ora vado a convivere”, progetto promosso dalla cooperativa Eliodoro, con cui 2 giovani amici vengono accompagnati nel percorso di ricerca di un appartamento, del reperimento delle risorse, della conoscenza del vicinato, e così via.

 

Finanziati tutti dal fondo solidale Etika, i 9 progetti si inseriscono in una strategia di più ampio respiro che mira, da parte di Cooperazione trentina e Dolomiti Energia, ad affiancare alle finalità ambientali anche dei benefici sociali. “Etika, oltra ad essere economica, ecologica e solidale è diventata anche generativa di una visione inclusiva e un aggregatore di risorse per la solidarietà – ha dichiarato l’ad di Dolomiti Energia Marco Merler – la visione culturale ha infatti un importante impatto economico se si conta che ai 450mila euro che abbiamo stanziato per questi progetti solidali se ne aggiungono circa 300mila messi a disposizione da enti pubblici e non profit locali, famiglie e aziende del territorio”.

 

“Etika – ha concluso il presidente della Cooperazione Roberto Simoni, a nome di tutti i partner (Sait, Cassa Centrale Banca, Consolida e La Rete) – offre la possibilità al singolo socio di Cassa Rurale e Famiglia cooperativa di partecipare ad una dimensione di benessere collettivo, oltre a quello individuale dato dal risparmio economico sulla bolletta. Non solo: Etika è divenuta anche un osservatorio di bisogni speciali, mettendo in luce che oltre all’abitare le persone con disabilità hanno bisogno di coltivare altre dimensioni individuali, come l’affettività e il lavoro”.

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