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| 16 dic 2020 | 17:34

''Tomasi gioielli'', 70 anni di storia, regge l'urto del Covid-19: ''Tanti regalano un prezioso per superare questo periodo. L'online risorsa fondamentale''

La rapidissima diffusione di Covid-19 per la prima ondata e la serrata a livello nazionale ha stravolto la routine di tutti. Anche quelle di un'azienda storica e strutturata. Le incertezze permangono anche nella seconda ondata. Renato Tomasi: "Lavorare in presenza è importante perché un gioiello non è solo materiale e bellezza, ma è anche cultura e artigianato che diventano eccellenza e esclusività. Ma siamo stati tra i primi a puntare sulle piattaforme tecnologiche"

TRENTO. "E' un anno naturalmente difficile però cerchiamo di interpretare ogni momento e preparare diversi scenari per affrontare ogni situazione o cambiamento in modo tempestivo". Così Renato Tomasi, titolare dell'omonima catena di gioielleria, che aggiunge: "Il lockdown è stato un periodo complicato e incerto: ci siamo concentrati a mantenere le relazioni con clienti e fornitori, ma anche a portare avanti dei corsi di formazione per i nostri collaboratori". 

 

La rapidissima diffusione di Covid-19 per la prima ondata e la serrata a livello nazionale ha stravolto la routine di tutti. Anche quella di un'azienda storica e strutturata. "La preoccupazione - dice Tomasi - è stata quella di riorganizzarci per salvaguardare i nostri 40 dipendenti, sviluppare i dispositivi di sicurezza e garantire la massima serietà". La ripartenza è stata di slancio. "A maggio abbiamo accolto diversi clienti che si sono regalati un gioiello o acquistato un regalo per aver superato un momento difficile. Un modo per lasciarsi un momento particolarmente duro alle spalle e coccolarsi oppure un pensiero per una persona cara".

 

La risalita della curva del contagio di questo periodo e la veemenza della seconda ondata, portano ulteriori incertezze per eventuali limitazioni e strette per contenere la diffusione dell'epidemia. "Siamo pronti in ogni momento a rimodulare l'organizzazione e la gestione azionale - evidenzia il titolare di Tomasi gioielli - fondamentale la massima flessibilità per far fronte a questo periodo. La nostra filosofia però è sempre stata quella di curare i rapporti con i clienti. Non si tratta solo di gioielli oppure orologi, cerchiamo di fornire una consulenza: interpretare i gusti, comprendere la sensibilità della persona e scopo dell'acquisto per trovare soluzioni condivise senza però mai rinunciare a professionalità e qualità".

 

 

Una passione e un'arte che si è tramandata per generazioni, una storia avviata nel 1950 a Trento e oggi Tomasi gestisce cinque gioiellerie tra il capoluogo trentino e il punto a Bolzano. Un'azienda sempre attenta e meticolosa nel saper leggere le esigenze del mercato.

 

"Il prodotto - prosegue l'imprenditore - viene dettato dalle esigenze del cliente che viene ascoltato per trovare un percorso. Lavorare in presenza è importante perché un gioiello non è solo materiale e bellezza, ma è anche cultura e artigianato che diventano eccellenza e esclusività".

 

Un rapporto che è diventato sempre più diretto, anche per il ricorso alla tecnologia. "Siamo stati tra i primi a puntare sulla piattaforma online, una vetrina che intendiamo sviluppare ulteriormente con nuove funzionalità. Siamo soddisfatti perché riusciamo a trasmettere i nostri valori e veicolare i nostri messaggi, rendere le persone più consapevoli: i clienti arrivano spesso già preparati in negozio perché si sono informati sul sito oppure attraverso i nostri canali social. Ormai è un presidio fondamentale: importante non subire questi processi, quanto cercare di trovare un equilibrio per continuare a fornire una consulenza preparata e dettagliata".

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