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Un export in continua ascesa e Felicetti conquista il palcoscenico di ''Pastaday'' a Identità Golose

Il team di Felicetti ha fatto interpretare tutta una serie di formati e abbinato alle esecuzioni anche il cubo Vaia, quell’amplificatore per smartphone costruito con il legno degli schianti della tempesta. Poi altro abbinamento col Trentino: il magnum di Ferrari davanti ogni leccornia 

Di Nereo Pederzolli - 25 ottobre 2020 - 22:20

MILANO. Trecento e più formati, con nomi e indicazioni riferiti anche in base ai tempi di cottura. La pasta non ha limiti. Neppure fonetici. Come il formato "Paternoster" o il più avvincente "Ave Maria". Nomi riferiti a quante volte bisognava recitare la preghiera dopo aver versato la pasta in acqua bollente. Il PastaDay2020 è andato in scena a Identità Golose, tutto via web, con una brigata di cuochi eccellenti che hanno interpretato la pasta Felicetti, tra formati e bottiglie di Ferrari.

 

Un modo ‘coronario’ per superare la virulenza rinnovata dalla pandemia, senza nulla togliere al fascino della "materia prima". Quella "pasta" che ha tanti significati, tutti inerenti alla condivisione. Perché originariamente manipolata proprio per essere consumata al tavolo domestico, per abbinare semplicità di gusto e corretta soddisfazione di pancia. 

 

Del resto la pastasciutta – intesa come piatto decisamente nazionale; siamo leader nel consumo, quasi 25 chili annui pro capite – è sinonimo di appagamento sensoriale, di gusto schietto, di sana golosità. Talmente versatile che si può abbinare o interpretare in tanti, inverosimili modi.

 

Lo hanno dimostrato alcuni chef tra i più eclettici chiamati ai fornelli da Paolo Marchi, patròn di Identità Golose, che assieme allo staff del pregiato pastificio di Predazzo – Riccardo Felicetti, Ceo dell’omonima azienda, e Christian Deflorian, instancabile ambasciatore del grano impastato con il cielo dolomitico – hanno animato (assieme alla gourmet Eleonora Cozzella) tutto il pomeriggio, per una webinar decisamente succulenta.

 

Chef di grande fascino da Carlo Cracco a Mattia Perdomo, Martina Caruso, Davide Guidara, Cristiano Tomei e – ancora – Gianfranco Pascucci, Valeria  Piccini e il più (ancora) famoso Andrea Berton sono riusciti a rendere memorabile ogni "impiattamento". Senza mai tralasciare il vero valore della pasta. 

 

Alimento umile quanto prezioso, materia prima da valorizzare, rispettare. Da cuocere a piacere, amalgamandola con ogni tipo di condimento. Banale e quasi scontato con il pomodoro. Anche se prima della scoperta dell’America, la pasta era un contorno per carni e cacciagione. Poi, inesorabilmente, pasta per la dieta mediterranea, per il buon vivere Made in Italy.

 

Secondo una ricerca Doxa commissionata da Unionfood l’Italia è il paese con il più elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa contro i 17 chili della Tunisia, seconda in questa speciale classifica seguita da Venezuela (12 chili), Grecia (11 chili), Cile (9,4 chili), Stati Uniti (8,8 chili), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 chili). 

 

Causa forzata da Covid-19 una famiglia su 4 è tornata a cimentarsi con le farine impastando pasta. Mentre i consumi sono aumentati, con i pastai impegnati a tutto spiano nella produzione. Con incrementi attorno al 30%. Molto richiesti i grani speciali, come il Cappelli – il più vecchio tra i grani emergenti o l’emergente tra le varietà antiche – che garantisce anche maggiore salubrità. Grano italiano, tra i più ricercati al mondo. Talmente richiesto che la produzione non riesce a soddisfare la domanda delle aziende.

 

L’amore per la pasta è quindi diffuso a livello mondiale dove le esportazioni di pasta dall’Italia sono aumentate del 23% raggiungendo il record storico con un valore di quasi 1,9 miliardi di euro nei primi sette mesi del 2020.

 

A trainare le vendite all’estero sono gli Stati Uniti, dove gli acquisti di spaghetti e pennette Made in Italy sono balzati del 41%, ma anche nel Regno Unito dove il rischio di una Brexit senza accordo fa volare i consumi del 29%, Aumenti a doppia cifra anche in Germania (+22%) che si conferma il primo mercato di riferimento per la pasta tricolore, e in Francia (+17%) ma l’export cresce anche in Cina (+38%) seppur con quantità ancora limitate.

 

Torniamo alla Giornata della Pasta e a Identità Golose. Il team di Felicetti ha fatto interpretare tutta una serie di formati e abbinato alle esecuzioni anche il cubo Vaia, quell’amplificatore per smartphone costruito con il legno degli schianti della tempesta. Poi altro abbinamento col Trentino: il magnum di Ferrari davanti ogni leccornia ‘pastifera’. Per rilanciare i brindisi in onore di spaghetti, penne – a proposito: meglio lisce o no?- e ad ogni formato. A piacere.

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