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Una montagna di sigarette raccolte in centro storico a Bolzano. Mentre a Milano si pensa al divieto di fumo nei luoghi pubblici, in alcune città del mondo esiste già

E' da alcune settimane che, a Bolzano, Seab è attiva nella rimozione manuale dei mozziconi incastrati tra i sanpietrini del centro storico. Nel frattempo, a Milano, arriva un chiaro segnale in chiave ecologista. Proposto infatti dal sindaco un provvedimento che prevede il divieto di fumo nei luoghi all’aperto come fermate di autobus e tram 

Di Lucia Brunello - 24 gennaio 2020 - 20:57

TRENTO. Che fumare provochi seri danni alla salute è risaputo, ma sembra che ancora in molti ignorino l'incisivo danno ambientale causato dai mozziconi di sigaretta che con grande leggerezza ogni giorno vengono gettati a terra, buttati fuori dai finestrini delle auto o abbandonati in natura.

 

I filtri delle sigarette sono infatti prodotti con acetato di cellulosa, un materiale plastico che impiega oltre dieci anni a decomporsi, mentre il tabacco presente nei mozziconi contiene anche sostanze tossiche che, secondo recenti studi, li renderebbe ancora più inquinanti rispetto alla plastica monouso.

 

Intanto, a Bolzano, è da alcune settimane che Seab è attiva nella rimozione manuale dei mozziconi incastrati tra i sanpietrini che si trovano nel centro storico della città. Il risultato parziale è decisamente impressionante, come testimonia la fotografia pubblicata sulla loro pagina Facebook. 

Inoltre, alla polluzione del mozzicone buttato per terra, c’è anche da aggiungere quella causata dal fumo rilasciato dalla sigaretta stessa. Forse pensare ad una singola sigaretta non rende abbastanza l’idea del grave impatto ambientale che queste possano avere, ma i dati parlano chiaro: sono circa 1.600 le sigarette accese in un anno da un fumatore medio, che nel mondo sono quasi 1 miliardo di persone, ossia circa il 20% della popolazione mondiale.

 

In questo scenario, la notizia che arriva direttamente da Milano lancia un segnale decisamente positivo nella battaglia contro l’inquinamento atmosferico. Il provvedimento del sindaco Giuseppe Sala si inserisce all’interno del Regolamento Aria – Clima, e prevede il divieto di fumo nei luoghi all’aperto in cui la gente è in sosta. Vietato fumare, quindi, alle fermate di autobus e tram e più in generale nelle situazioni all'aperto in cui le persone si ritrovano in coda. Insomma, una svolta ecologista non da poco.

 

La lotta al fumo di Sala non si fermerà qui, proseguendo con l'idea di rendere Milano una città “smoke free” grazie all'ipotesi di introdurre, entro il 2030, il divieto assoluto di fumare all'aperto su tutto il territorio comunale. E la battaglia potrebbe sconfinare anche in diverse realtà, considerate anche le altre fonti “silenziose” di inquinamento come lo sono il riscaldamento a gasolio, i venditori ambulanti con motore acceso e, addirittura, le pizzerie con forno a legna.

 

Un’azione che in molti stati del mondo è già stata proposta e ha già visto concretizzazione. Come riporta il Sole 24 ore, la scorsa estate, a Parigi, 52 parchi pubblici sono stati resi “smoke free”, con sanzioni previste per i trasgressori. A New York, invece, è già da anni che vige il divieto di fumo nei parchi pubblici. In Costa Rica il tabagismo è stato normato con una legge che vieta il fumo nei luoghi di lavoro, negli uffici pubblici, nei bar, nei ristoranti, alle fermate degli autobus e alle fermate dei taxi. Lo Stato simbolo della lotta al fumo, però, è la California, dove da 15 anni è vietato fumare in spiaggia, nei campi sportivi, ma anche in strada se ci si trova a meno di 6 metri dall’ingresso di un ufficio pubblico.

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