Stop al fumo anche all'aperto tra bar, ristoranti, fermate dei bus e parchi: ecco la stretta del Governo in arrivo
La bozza del ministro della salute Schillaci andrebbe a ridurre ulteriormente le possibilità di fumare. Ad oggi fuma 1 italiano su 4 con una media di 11 sigarette al giorno

ROMA. Stop al fumo di sigaretta, anche all’aperto. Il Governo avrebbe in programma una stretta che riguarderà il fumo nei luoghi pubblici (come le fermate dei mezzi pubblici, gli spazi all'aperto di bar e ristoranti, parchi se presenti bambini e donne incinta). E il provvedimento riguarderebbe anche le sigarette elettroniche e i prodotti da tabacco riscaldato. La bozza con i nuovi divieti, già annunciati dal ministro della Salute Orazio Schillaci, sarebbe pronta e va nella direzione di ridurre sempre di più le possibilità di fumare e tutelare chi tabagista non è.
Nella bozza, il divieto di fumo per tutti i tipi di sigarette riguarda anche i tavoli all'esterno dei locali lasciando la possibilità solo in apposite aree riservate ai fumatori. Stop anche alle fermate all'aperto di metro, bus, treni e traghetti, mentre dovrebbero essere eliminate le sale fumatori negli aeroporti. La multa per chi non rispetta le regole dovrebbe essere di 275 euro, ridotta del 50% se si paga entro 60 giorni (come per chi infrange il divieto di fumo nei luoghi chiusi).
Secondo il “Rapporto sul fumo in Italia” dell’Istituto Superiore di Sanità, presentato in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco 2022 (World No Tobacco Day, 31 maggio), fuma un italiano su quattro (24,2 per cento della popolazione totale) e bisogna tornare al 2006 per trovare una percentuale analoga. Fumano più gli uomini giovani (ben il 43 per cento fra i 25 e i 44 anni) e le donne mature (il 24,5 per cento fra i 45 e i 64 anni). Gli ex fumatori sono invece il 15 per cento della popolazione. Il consumo medio giornaliero di sigarette è in leggero calo anche se la media è di 11,5 sigarette al giorno.
Poi ci sono le sigarette elettroniche: in Italia gli utilizzatori abituali e occasionali di sigarette elettroniche sono il 2,4% della popolazione, circa 1.200.000 persone. L’81,9% di chi usa l’e-cig è un fumatore, dunque un consumatore duale che fuma entrambe. Il 2,8% dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica sono invece persone che prima di utilizzare l’e-cig non avevano mai fumato sigarette tradizionali. Le sigarette a tabacco riscaldato invece vengono utilizzate dal 3,3% della popolazione italiana, circa 1.700.000 persone. Il loro consumo è triplicato, passando dall’ 1,1% nel 2019 al 3,3% nel 2022.












