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Addio a Martino Poda, anima e cuore della Sirio Film. "Uno dei migliori operatori della Regione"

Si è spento ieri, martedì 20 luglio, Martino Poda. Videomaker e fotografo, aveva immortalato alcuni degli ambienti più estremi al mondo, tra cui i ghiacci del Polo e la torrida Africa. I colleghi: "Ciao Martino, ci rivedremo lì dove la luce è bianca davvero"

Pubblicato il - 21 July 2021 - 10:04

TRENTO. Ha continuato ad aiutare i colleghi fino alla fine. Nonostante fosse gravemente malato e ormai in pensione. Perché questo era Martino Poda: un uomo entusiasta che amava la sua professione, la passione di una vita. Purtroppo ci ha lasciati, si è spenta ieri l’anima della Sirio Film, dopo 61 anni di vita e una lunga lotta contro la sua malattia.

 

Videomaker e fotografo, Poda ha vissuto per quarant’anni con la camera in spalla, immortalando immagini e storie che rimarranno per sempre impresse nella memoria di molti. Si è avventurato tra i ghiacci del Polo con Messner e nel clima torrido dell’Africa di Overland. Ambienti estremi, certo, ma che mai lo hanno visto vacillare.

 

Oltre alle sue pellicole lascia dietro di sé un’eredità inestimabile, fatta di affetti e amicizie che lo hanno accompagnato fino alla fine. Gli amici lo ricordano come “una persona speciale, umile e squisita, guidata da sentimenti di fratellanza e solidarietà. Sicuramente uno dei migliori operatori in Regione e probabilmente anche uno degli uomini migliori che si possano incontrare nella vita”.

 

I suoi colleghi, distrutti, scrivono: “Ci hai fatto credere che bastava schiacciare rec per fermare il tempo, ed è stato così per le immagini ed emozioni che hai regalato da ogni parte del mondo. Per te il tempo è stato meno, ma noi ti rivedremo lì, dove dici tu, dove la luce è bianca per davvero. Ciao Martino, grazie per averci accompagnato fino a qui. Un onore aver fatto questo lungo viaggio assieme. Mancherai”.

 

Il suo amore per la professione probabilmente era secondo solo a quello per la sua famiglia. La moglie Chiara, i figli Giacomo, Tommaso, Matteo e Kebba, che a casa gli hanno sempre offerto un porto sicuro, un luogo dove tornare per riposarsi e raccontare le storie dei suoi mirabolanti viaggi.

 

Il suo ultimo viaggio, purtroppo, è stato quello con la sua malattia. Uno dei più lunghi, che si è trascinato per un anno e mezzo. Eppure anche lì, in quello che può essere definito solo come il peggiore dei momenti, Martino era sempre pronto a dare una mano, a regalare un sorriso. Come tutti i viaggi, però, anche questo è giunto alla fine ed è arrivata l’ora di salutare. Ciao Martino, non ti dimenticheremo.

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