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Forestali, gradi militari anche in Trentino. De Col: ''L'ispettore diventa maresciallo. Siamo rimasti un po' isolati, così gerarchie più chiare''

In Italia i forestali sono confluiti all'interno dell'Arma, mentre sul nostro territorio la specialità provinciale ha permesso di mantenere un certo grado di autonomia. Si è reso necessario un aggiornamento dei gradi. De Col: "In questo modo c'è una maggiore definizione dei gradi e una relazione meno confusa a livello operativo"

Di Luca Andreazza - 07 April 2021 - 23:02

TRENTO. "C'è stato un allineamento a quanto avviene in Italia. Ma non cambia nulla per quanto riguarda l'autonomia del corpo". Queste le parole di Raffaele De Col, dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna. "Una decisione funzionale a livello operativo. Sembra una questione lessicale ma non è così e c'è l'esigenza di inquadrare meglio le gerarchie".

 

In Italia i forestali sono confluiti all'interno dell'Arma, mentre sul nostro territorio la specialità provinciale ha permesso di mantenere un certo grado di autonomia. Adesso, però, si è reso necessario un aggiornamento dei gradi.

 

"Il Trentino - aggiunge De Col - è rimasto un po' un elemento isolato in questo contesto e si è operato questo allineamento che conferisce una maggiore funzionalità operativa in caso di interventi esterni alla provincia, ma anche e soprattutto in quelli interni sul territorio: la carriera dei graduati diventa in linea con quanto avviene a livello nazionale, dove c'è stata una confluenza delle competenze e i carabinieri hanno assunto la funzione dei forestali. L'ispettore, per esempio, diventa maresciallo".  

 

Insomma, la ratio della Provincia è quella di chiarire i ruoli dei forestali trentini. "Ci sono 40 stazioni sparse sul territorio, più o meno coincidono con quelle dei carabinieri. Qui - evidenzia il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna - un maresciallo dell'Arma corre il rischio di non comprendere il livello di rapporto che si deve instaurare in caso di interventi interforze, azioni che non sono poi così rare. In questo modo c'è una maggiore definizione dei gradi e una relazione meno confusa delle gerarchie".

 

Nonostante questa modifica che avvicina forestali e carabinieri, l'autonomia del corpo non dovrebbe subire limitazioni. "Non cambia assolutamente nulla. E' semplicemente per chiarire meglio le gerarchie e assegnare un miglior riconoscimento dei ruoli, un aspetto non secondario quando si è chiamati a intervenire, soprattutto in caso di operazioni che prevedono la chiamata di diverse forze", conclude De Col.

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