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Prosegue la collaborazione tra Comune e "Orto Aperto", dove oltre agli ortaggi si coltivano relazioni tra persone

Prosegue il progetto di collaborazione tra il Comune di Trento e il gruppo “Orto aperto” dell’orto comunitario di Clarina. Un progetto in cui coltivare la terra coincide con coltivare relazioni

Di Francesca Faccini - 28 giugno 2021 - 17:32

TRENTO. Il patto di collaborazione tra il Comune e il gruppo “Orto aperto” si rinnova garantendo così il proseguimento dell’esperienza di orto comunitario nel quartiere della Clarina.

 

Era il 2019 quando Stefano Eccel, Federico Uez, Lorenzo Faes, Federico Rovea, Roberto Cialdella, Alessio Osti, Tommaso Comper e Francesco Benanti risposero alla proposta lanciata dall’allora amministrazione nell’ambito del regolamento per la cura dei beni comuni dando vita a un progetto capace di unire l’agricoltura al senso di appartenenza.

 

Dopo aver individuato il terreno messo a disposizione dal Comune in via Medici, il gruppo di otto giovani pulisce, bonifica e inizia a coltivare uno spazio altrimenti lasciato abbandonato.

 

I risultati dell’accurato lavoro non tardano ad arrivare e assumono le forme non solo di ortaggi ma anche di relazioni: associazioni, scuole, realtà e soggetti a vario titolo che operano nel quartiere vengono coinvolti nel tentativo di favorire momenti di socializzazione e aggregazione in un’ottica di lavoro di rete.

 

Negli 800 metri quadrati dell’orto comunitario di Trento, oltre all’insalata, alle zucchine, ai fagiolini, ai pomodori, alle cipolle, agli spinaci e ai girasoli si coltivano relazioni non solo tra gli abitanti del quartiere ma tra tutti i cittadini.

 

In questi due anni, diverse attività sono state organizzate grazie a Orto Aperto, come “Cresciamo nell’orto”, laboratorio per trasmettere la cultura della terra ai giovani e ai bambini; “Ortoinforma”, incontri serali sulla coltivazione orticola urbana e su tematiche di interesse ambientale; “Aperiorto”, serate musicali che fanno dell’orto urbano un luogo di aggregazione e condivisione.

 

Visti i tempi che stiamo attraversando segnati da difficoltà di socializzazione e incertezze sul futuro, l’esperienza di questa piccola comunità di agricoltori metropolitani appare più che mai significativa.

 

Con il progetto Orto Aperto coltivare la terra coincide con coltivare relazioni: nello stesso luogo si dà spazio alla possibilità di produrre cibo sano e creare nuovi legami riappropriandosi di aree inutilizzate della città.

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