Dai pomodori alle zucchine, gli studenti si mettono alla prova con l'Ortolameo: "Un modo per riappropriarsi di un tempo più lento nella frenesia del quotidiano"
L'iniziativa di Opera Universitaria, con la collaborazione dell'associazione Tonini Amici del Legno, vuole unire formazione, sostenibilità e comunità con l'orto di San Bartolomeo all’interno dello studentato

TRENTO. Pomodori, zucchine, fagiolini e piselli. Questi alcuni dei prodotti dell’orto di San Bartolameo, un pezzo di terra all’interno dello studentato dove, sotto la guida di Maurizio Moresco e Pierluigi Miclet, un gruppo di studentesse e studenti, in modo del tutto gratuito, ha la possibilità di apprendere i segreti della coltivazione.
"Queste iniziative permettono di riappropriarsi di un tempo più lento all’interno della frenesia del quotidiano - dice Fulvio Cortese, presidente di Opera Universitaria - e di lasciare per un po' il mondo virtuale, dentro il quale tutti siamo immersi, per rimettere le mani in pasta con attività che sembrano superate, ma che invece non smettono di affascinare, come dimostra l’ampia partecipazione dei nostri ospiti ai corsi proposti”.
Il progetto, conosciuto come “Ortolameo”, nasce dalla collaborazione con l’associazione Tonini Amici del Legno che, da più di dieci anni, mette al servizio la propria esperienza e i propri professionisti per organizzare corsi di fotografia, ceramica, cucina e falegnameria.
Muniti di vanga, rastrello, zappe e carriole, i partecipanti vengono, dunque, istruiti su tutte le tecniche necessarie alla coltivazione degli ortaggi, secondo le buone pratiche tradizionali, quali la preparazione del terreno, la disposizione degli ortaggi, la rotazione, le semine e trapianti, fino all’annaffiatura e al compostaggio.


















