Inaugurato l’orto didattico alla scuola media "Damiano Chiesa": "Non solo un pezzo di terra, ma uno spazio educativo pensato con cura"
Nella mattinata di mercoledì 21 maggio è stato inaugurato l’orto didattico alla scuola media "Damiano Chiesa" di Rovereto: “Un luogo dove si studia biologia sul campo, si pratica la collaborazione e si sviluppa il senso di responsabilità” spiega il referente del progetto e professore Stefani Gerri. Un’orto didattico, che collabora anche con l’Associazione Cooperativa Scolastica, raccogliendo così fondi che vengono reinvestiti per acquistare piante, terriccio e materiali per la coltivazione. Quest'anno, il ricavato, andrà in beneficenza a Save the Children

ROVERETO. È stato inaugurato l'orto didattico realizzato nella scuola media "Damiamo Chiesa". Nella mattinata di mercoledì 21 maggio, l’assessora alle politiche educative del comune di Rovereto, Silvia Valduga, e l’assessore ai lavori pubblici Carlo Fait, si sono recati alla scuola media per presentare la novità: un’iniziativa, quella della creazione dell'orto, perfetta per promuovere tematiche come educazione ambientale e didattica esperienzale all’aperto. All’evento ha partecipato il dirigente scolastico Michele Rosa ed alcuni insegnanti e alunni della scuola.
L’orto didattico, secondo il regolamento, funziona tre ore alla settimana: ogni martedì, mercoledì e giovedì il professor Stefani Gerri ed alcuni alunni scelti nei rispettivi consigli di classe cureranno il nuovo progetto inserito all'interno della scuola: "Non solo un pezzo di terra, ma anche uno spazio educativo pensato con cura: è composto da quattro aiuole in legno dove si coltivano piante orticole e fiori seguendo il metodo della consociazione, che consiste nel mettere insieme specie diverse che giovano l’una dell’altra" spiega Stefani Gerri, professore e anche referente dell'iniziativa.
Oltre alle quattro aiuole però, ce ne sono delle altre con funzioni specifiche: una dedicata alle piante aromatiche, una che riproduce una siepe con diverse piante arbustive utili per gli uccelli e altre ancora con fiori e piante di vario tipo.
"Una delle finalità più importanti del progetto è la tutela degli impollinatori, per questo sono stati posizionati anche alcuni hotel per insetti: api, farfalle e altri insetti fondamentali per l’ecosistema, che spesso ci si dimentica di proteggere - continua il professore e referente Stefani -. Gli studenti, seguendo tutte le fasi della vita delle piante, dalla messa a dimora fino alla raccolta, imparano il rispetto per l’ambiente, il significato di lavoro di squadra e il valore del cibo che arriva sulla tavola, non dal solito supermercato, ma dalle proprie mani.

È un circolo virtuoso e speciale quello che alimenta l’orto: grazie alla collaborazione con l’Associazione Cooperativa Scolastica (A.c.s.) coordinata dalla professoressa Olimpia da Ros, i fondi raccolti attraverso i mercatini scolastici e la vendita settimanale dei prodotti dell’orto, vengono reinvestiti per acquistare piante per l’orto, terriccio e materiali necessari alla coltivazione.
Com’è nata la cooperativa? Dalla voglia degli studenti di migliorare la scuola e dare vita a iniziative concrete. È per questo che ogni mese ci si riunisce in assemblea per discutere problemi e proporre soluzioni e ognuno dei partecipanti ha un ruolo attivo. L’orto alimenta la cooperativa e quest’ultima nutre a sua volta l’orto e quest’anno il ricavato andrà in beneficienza all’associazione Save the Children.
Sempre durante la mattinata dell'inaugurazione dell'orto, sono stati esposti anche i bozzetti del progetto “Murales orto dell’Est”, seguito e curato della professoressa Vincenza Abbate. Ogni consiglio di classe ha individuato due studenti incaricati di progettare un bozzetto e le opere selezionate come vincitrici saranno dipinte sulle pareti dell’orto il prossimo anno scolastico. Le fioriere diventeranno quindi così “tele” raffiguranti scene ispirate alla natura - prodotti agricoli, processo di impollinazione, fiori - per lasciare un segno visibile e colorato.
“L’orto didattico non è solo un’attività pratica: è un luogo dove si studio biologia sul campo, si pratica la collaborazione e si sviluppa il senso di responsabilità. È il punto di incontro tra la cooperativa e la comunità scolastica, tra apprendimento e il fare concreto” conclude il referente Stefani.












