Il broccolo di Torbole protagonista tra lo zafferano dell'Iran e il broccoletto di Custoza, la rassegna dell'Alleanza Slow Food: "Simbolo dell'agricoltura legata al territorio"
Cinque serate in altrettante osterie delle valli del Trentino con protagonista il broccolo di Torbole. La rassegna dell'Alleanza Slow Food: "L'obiettivo è valorizzare le filiere locali, sostenere le comunità del cibo e promuovere una cultura gastronomica consapevole"

TRENTO. Una rassegna di cinque serate con il broccolo di Torbole protagonista assoluto dei piatti proposti da cinque osterie nelle diverse valli del Trentino. Un'interpretazione della brassicacea gardesana, insieme a produttori e vignaioli.
"Il broccolo di Torbole è un ortaggio unico, coltivato nei mesi invernali in una stretta fascia di terra a ridosso del lago di Garda, grazie a un microclima particolare generato dai venti, in particolare dal Pelèr, che mitigano le temperature e impediscono la formazione del gelo", commenta Paolo Betti, coordinatore in Trentino. "Salvato dalla scomparsa e valorizzato dalla comunità locale, oggi è Presìdio Slow Food e simbolo di un’agricoltura profondamente legata al territorio. Per noi cuochi proporlo nei nostri menu è la modalità attraverso la quale contribuiamo alla sua conoscenza presso i cittadini, garantendo così il proseguo dell’impegno delle aziende agricole che lo coltivano".
Il progetto dell’Alleanza Slow Food si basa su un patto con i produttori di piccola scala e i cuochi, per sostenere il cibo buono, pulito e giusto dei territori e i produttori per tutelare la biodiversità e gli ecosistemi. Un impegno che si traduce in scelte quotidiane nelle cucine e in occasioni pubbliche di racconto e confronto. E' un’alleanza che diventa anche sinergia e collaborazione tra realtà diverse, e che dà origine a iniziative come la rassegna dedicata al Broccolo di Torbole, frutto della condivisione di un percorso comune.
A impegnarsi nella salvaguardia del Broccolo cinque realtà gardesane, le aziende agricole Luca Rigatti, Aldo Rosà, Matteo Briosi, Ghezzi e Planchenstainer, che si occupa della riproduzione dei semi.
Le cene vedono la presenza dei produttori del Presìdio, che accompagneranno i cuochi nel racconto di questo prodotto e del paesaggio agricolo che lo rende possibile. La rassegna è realizzata in collaborazione con i Vignaioli del Trentino con l'obiettivo di rafforzare il dialogo tra filiere agricole che condividono attenzione al territorio, qualità e sostenibilità.
Si inizia venerdì 23 gennaio al Ristorante Boivin di Levico Terme con la cucina di Riccardo Bosco. Si prosegue giovedì 29 gennaio all’Osteria 17 di Pergine, qui il broccolo di Torbole entrerà in dialogo anche con lo zafferano della Comunità Slow Food dei produttori e co-produttori di Qa’en in Iran. Alla serata prenderà parte infatti Ala Azadkia, portavoce della Comunità, che racconterà questa esperienza di cooperazione e solidarietà internazionale, in un momento particolarmente difficile per il popolo iraniano. "Un gesto che ribadisce come il cibo possa essere strumento di relazione, responsabilità e pace".
Sarà poi la volta di Casa de’ Gentili a Sanzeno in Val di Non, con la cucina di Ivano Nicolodi il 12 febbraio. La Locanda delle Tre Chiavi di Isera, con Sergio Valentini e Annarita di Nunno, si cimenterà con il broccolo di Torbole e il broccoletto di Custoza il 19 febbraio. A chiudere la rassegna, giovedì 26 febbraio, l’Osteria Storica Morelli di Canezza con i piatti del cuoco Fabio Ferro e le attenzioni in sala di Nicola Masa.
La rassegna si inserisce nel più ampio lavoro di Slow Food per valorizzare le filiere locali, sostenere le comunità del cibo e promuovere una cultura gastronomica consapevole, capace di tenere insieme territorio, ambiente e dimensione sociale.












